lunedì 17 maggio 2010

L'armonia è andata via

Sono solo con il mio strumento appoggiato sulla coscia come se fosse un bambino addormentato. In sottofondo, il rumore della ventola del computer non ha nessuna melodia, ruota, è solo aria di micro polvere.
Questa sera non ho voglia di suonare, ho perso la nota, è frizzata via tra le mie dita, anche la mia band se né andata. Hanno raccolto i loro strumenti, sono saliti sul camper e si sono dileguati nel buio della notte. Non era più la mia band, non aveva più il cuore, aveva perso lo spirito. Oh si certo suonavano, forse suonavano meglio di prima, ma lo spirito era finito infondo alle loro mutande. Così avevo caricato il vecchio amplificatore nel baule della vettura e appoggiato delicatamente il mio rosso basso sui sedili posteriori ed ero tornato a casa.
C’è un momento in cui la musica finisce, c’è un momento in cui l’ultima nota esce dalla quarta corda, più acuta, più lunga. Hai sbagliato il tocco, l’indice è scivolato e la vibrazione è attutita, spezzata e si spegne. La nota felice è da un’altra parte, è volata via; un musicista più vero la tiene nelle sue mani, la osserva e compone l’armonia.
La ventola gira, la lucina rossa dell’amplificatore mi guarda, non oso toccare le ruvide e consumate corde dello strumento. Basso lo chiamano eppure ha un manico lungo e sottile che fugge verso un futuro che non conosco.

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