venerdì 23 aprile 2010

Ho spento tutto. Poi ho riacceso tutto perché il silenzio non serve!



Che tristezza, che orrore. Guardate i video di Youtube pubblicati oggi su Google, spero voi siate capaci di entrarci, è una sintesi della violenza fisica e verbale che noi, tutti insieme, esprimiamo. Sono rimasto profondamente impressionato, ho dovuto spegnere tutto per riprendermi. La stessa impressione comunque si può ottenere guardando la televisione e sfogliando i giornali.
Si può iniziare dai gridi razzisti dei tifosi, per passare alla maglia di un calciatore gettata per terra, proseguire ascoltando le parole di un primo ministro e assistere agli assalti della camorra in un locale, ascoltare le miserie di un sindaco e assistere alle violenze verbali e alla stupidità di una delle numerose trasmissioni tipo “Grande Fratello”.
Potrei andare avanti a lungo. Tanta, tanta stupidità e ignoranza, tantissima violenza che i nostri figli assorbono e imparano a utilizzare. Le organizzazioni politiche e religiose che dovrebbero mirare al benessere di tutti  fanno molto poco, mantenendo così lo stato delle cose. Dobbiamo però ricordarci che non stanno in piedi da sole, c’è chi le sostiene e le vuole così come sono. Siamo noi che le sosteniamo, siamo tutti responsabili, quelli a favore e quelli contro. Siamo capaci di parlare e di scrivere, ma non di costruire delle reali alternative. Siamo immobili e demandiamo ad altri il potere di proteggere i nostri egoismi. Almeno questo è quello che penso e sinceramente è un pensiero che mi rattrista da sempre. L’esempio che dovremmo seguire è quello della NONVIOLENZA, però non ci piace, è un’ipotesi da scartare, un’utopia, però alcuni ci hanno creduto e sono stati uccisi. Hanno forse sbagliato a sacrificare la loro vita per questo? Credo di no perché il Mondo va ripensato  guardando a loro.

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