lunedì 22 marzo 2010

Ho scoperto la vera Atlantide

Un’ipotesi è sempre interessante.
Atlantide è un sogno affascinante oppure è una parte di storia perduta? Penso che leggere il libro di Marco Bulloni sia un buon inizio. L'autore è convinto di aver scoperto la vera Atlantide e il fatto che sia in un posto incredibile, la Grande Solovetski, un’isola del Circolo Polare Artico, dà valore alla sua tesi.
La prima cosa che mi è venuta in mente è il grigio omogeneo del mare e del freddo che ti entra nelle ossa e negli occhi.  Colori che ho avuto modo di vedere e sentire durante una mia rapida visita a Tallin.  Un colore e un freddo così lontani dall’antica Grecia, da rendere la tesi di Marco “impossibile”.
Gli uomini antichi però si muovevano e lo facevano con semplicità, marciando (inteso muovendosi con tutti i mezzi disponibili ai tempi). Non conosco abbastanza la storia antica, dovrei riprendere i miei libri di storia per far luce alla mia ignoranza. Nel frattempo ho preso il libro di Marco in mano, in copertina è riprodotta la sua isola, è strano ha la forma di un cervello!
Mi sono domandato, e se gli Achei fossero arrivati dal Nord più gelido e lontano! Ho un ricordo vago, confuso, forse sarà meglio che ritrovi un testo che ho letto. Nel frattempo ho immaginato un esercito di guerrieri in marcia, donne e uomini che non avevano nulla in comune con noi. Uomini, liberi di muoversi e raccontare le loro storie.
Nessun racconto nasce dal nulla, ogni storia è legata a un’altra storia, una “sottile strisca” unisce Platone a un passato e a un futuro. Difficile negare questa verità e così Marco Bulloni ha raccolto il racconto di Platone e gli ha dato un nuovo futuro. Così qualunque sia l’opinione di chi leggerà questo libro e dovrà leggerlo per averne una e al di là, di ogni giudizio, questa è una nuova storia, una tesi che mantiene viva la “sottile striscia” che racconta di Atlantide. Non resta che leggere il libro.



Una precisazione, la rubrica si chiama “Prima di Libri da non perdere” proprio perché scriviamo di opere che non abbiamo ancora letto o che sono state lette solo in parte. E’ evidente che su tali testi possiamo esprimere sensazioni più che opinioni. Gli autori che non dovessero essere concordi con quanto scriviamo sono liberi di inviare i loro commenti da cui elimineremo solo le parti da noi ritenute offensive

2 commenti:

Lodovico Valentini Perugia ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Lodovico Valentini Perugia ha detto...

Mi sono reso conto che a volte quello che scrivo può essere frainteso e mi spiace. In questo caso sembra che la parola virgolettata “impossibile” non sia gradita all’autore.
In realtà volevo esprimere un concetto per nulla negativo. La parola, infatti, non solo è virgolettata, ma fa parte di un discorso complessivo e in tale contesto dovrebbe essere letta.
Probabilmente questa è solo una mia elucubrazione poco chiara, quindi, per ripulire il campo da equivoci, la mia intenzione era di rilevare che spesso quello che noi pensiamo sia impossibile, nasconde la soluzione.