martedì 30 marzo 2010

Tempo perso

Il Cavaliere diede una spinta alla slitta e Angelo diede un colpo di reni, il veicolo dei ghiacci eterni scivolò via con un balzo. Era inutile restare in quel posto, il rischio era di congelare.
Il guerriero iniziò a cantare «In the white room with black curtains near the station. Blackroof country, no gold pavements, tired starlings. Silver horses ran down moonbeams in your dark eyes.


Dawnlight smiles on you leaving, my contentment. I'll wait in this place where the sun never shines. Wait in this place where the shadows run from themselves». Smise e si voltò a guardare la polvere di ghiaccio dietro di lui «al diavolo ho già sprecato troppo tempo!».

Niniane sorrise e stese il suo mantello, il Cavaliere della Slitta guardò in alto e vide la mano della Fata delle fate che gli indicava la direzione da prendere. La slitta sparì nel buio della notte.

sabato 27 marzo 2010

Where are the People?






La gente potrebbe sognare. La gente potrebbe
lottare e cacciare dal mondo i folli. 
La gente potrebbe rinnovare le sue leggi, disegnare un nuovo Mondo.
Il problema è trovare questa gente.

venerdì 26 marzo 2010

Un voto, medicina molto amara

Nel triste e grigio panorama politico di questo paese, l’unica alternativa è la proposta di Beppe Grillo. Condivido molte cose di quello che è detto dai collaboratori riuniti da questo personaggio. Purtroppo però non mi piace il linguaggio di alcuni di loro.
E’ un tono di voce che utilizza la violenza verbale che per me è inaccettabile. Infatti, penso che le lettere e le parole che utilizziamo per scrivere e parlare siano Sacre, e per questo dovrebbero essere usate con grande rispetto per il bene di tutti, anche di quei cretini di cui ho parlato più sotto. Questo è un buon esempio! Infatti, ho usato il termine cretini soppesandolo attentamente e purtroppo non ho trovato termini alternativi se non molto più pesanti. Cretini è la parola giusta, forse non è proprio sacra, ma a volte non si riesce a evitarlo.
Ritornando al concetto di sacro, penso d’altra parte, che proprio con questi cretini sia fondamentale trovare un linguaggio diverso. Questa è la ragione da cui sono partito con le mie riflessioni, abbandonando momentaneamente i miei “Mondi”, dove fate, guerrieri e musica parlano in modo “quieto” della Vita.
Stare in silenzio o mascherare i propri pensieri non si può più fare, è fondamentale uscire allo scoperto, è indispensabile dire cosa si pensa, il silenzio è diventato molto pericoloso.
Così com’è fondamentale comunicare con qualsiasi mezzo, mettendosi in gioco, sino ad arrivare a disturbare e rischiando giudizi pesanti.
Andrò a votare, la mattina di domenica, perché una medicina amara è meglio prenderla subito, andrò a votare perché è a rischio la Libertà. 
Penso di non esagerare perché la dittatura ha molte facce e la peggiore è la dittatura della maggioranza che è già in azione da qualche tempo.
Penso di vivere in un paese in bilico da sempre. Non so quale sia il motivo e qualunque fosse non giustifica la scarsa fantasia di questo popolo che vive in un paese splendido, che non si merita.
Detto questo, non ho perso la speranza, anche se qui la fata Niniane può far poco, l’Ombra è nel suo ambiente e Il Cavaliere della Slitta non ha, né la sua slitta, né il suo fedele aski Angelo

giovedì 25 marzo 2010

Live really Live!

Il significato di indignato.

Il nostro paese, cui dovremmo tutti tenere, non per un fatto di nazionalismo - concetto superato e senza prospettive se non visto con una visione più ampia, europea, che è tutta da scoprire - ma come luogo da cui iniziare a realizzare una nuova realtà, un modo brillante di pensare.

Quella cui dovremmo mirare, infatti, è una via nuova, che ci porti lontano da quello che oggi siamo e cioè cittadini di un paese spompato, senza fiato, antico nel peggior senso di questo termine.  
Questo nostro paese ha bisogno di essere ricostruito partendo dalla reale comprensione del concetto di “libertà” che supera qualsiasi dogma o divieto e “amore” inteso nel senso più ampio del termine. Un “amore” che in alcuni casi, penso, le stesse religioni hanno mal interpretato o mal coniugato.
Qualcuno potrà aver pensato “Lodovico è esaurito”, affatto! Solo ho un vantaggio rispetto a molti, trovo il tempo di scrivere.
Internet è un ottimo strumento per comunicare, per esprimere le proprie opinioni, un metodo per uscire dalla gabbia che il tempo e i mezzi di comunicazione ci costruiscono intorno. Per esempio i blog, le e-mail e altri strumenti simili sono un ottimo congegno, se non si limitano al lavoro e a scambi di messaggi banali o pre-costruiti. Tutti oggi, grazie a Internet, possono uscire allo scoperto.
Credo sia fondamentale per la libertà uscire allo scoperto, cercando, nei limiti umani, di non schierarsi ma esplorando il proprio profondo. Sono sicuro che ciò che vediamo e che sentiamo spesso non sia la verità. Secondo me la Verità è dentro di noi ed è fatta di Libertà e Amore.
Con quest’Amore e desiderio di Libertà mi sono e rimango indignato! Lo ripeto, soprattutto indignato che questo paese non s’indigni!
L’alternativa non c’è, è tutta da costruire e può partire solo dalla nostra iniziativa.



mercoledì 24 marzo 2010

Ciao Emanuele

E’ andato via un piccolo pezzetto della mia vita. Un momento, un incontro, dei baffetti, un paio di occhiali, una voce sicura e precisa. 
Pochi minuti sparsi nella mia vita, forse meno di un’ora, che non dimenticherò mai. Questo è per me Michele Pirella. 

lunedì 22 marzo 2010

Ho scoperto la vera Atlantide

Un’ipotesi è sempre interessante.
Atlantide è un sogno affascinante oppure è una parte di storia perduta? Penso che leggere il libro di Marco Bulloni sia un buon inizio. L'autore è convinto di aver scoperto la vera Atlantide e il fatto che sia in un posto incredibile, la Grande Solovetski, un’isola del Circolo Polare Artico, dà valore alla sua tesi.
La prima cosa che mi è venuta in mente è il grigio omogeneo del mare e del freddo che ti entra nelle ossa e negli occhi.  Colori che ho avuto modo di vedere e sentire durante una mia rapida visita a Tallin.  Un colore e un freddo così lontani dall’antica Grecia, da rendere la tesi di Marco “impossibile”.
Gli uomini antichi però si muovevano e lo facevano con semplicità, marciando (inteso muovendosi con tutti i mezzi disponibili ai tempi). Non conosco abbastanza la storia antica, dovrei riprendere i miei libri di storia per far luce alla mia ignoranza. Nel frattempo ho preso il libro di Marco in mano, in copertina è riprodotta la sua isola, è strano ha la forma di un cervello!
Mi sono domandato, e se gli Achei fossero arrivati dal Nord più gelido e lontano! Ho un ricordo vago, confuso, forse sarà meglio che ritrovi un testo che ho letto. Nel frattempo ho immaginato un esercito di guerrieri in marcia, donne e uomini che non avevano nulla in comune con noi. Uomini, liberi di muoversi e raccontare le loro storie.
Nessun racconto nasce dal nulla, ogni storia è legata a un’altra storia, una “sottile strisca” unisce Platone a un passato e a un futuro. Difficile negare questa verità e così Marco Bulloni ha raccolto il racconto di Platone e gli ha dato un nuovo futuro. Così qualunque sia l’opinione di chi leggerà questo libro e dovrà leggerlo per averne una e al di là, di ogni giudizio, questa è una nuova storia, una tesi che mantiene viva la “sottile striscia” che racconta di Atlantide. Non resta che leggere il libro.



Una precisazione, la rubrica si chiama “Prima di Libri da non perdere” proprio perché scriviamo di opere che non abbiamo ancora letto o che sono state lette solo in parte. E’ evidente che su tali testi possiamo esprimere sensazioni più che opinioni. Gli autori che non dovessero essere concordi con quanto scriviamo sono liberi di inviare i loro commenti da cui elimineremo solo le parti da noi ritenute offensive

SONO INDIGNATO!

Sono indignato per la pochezza di questo paese. Sono indignato perché dei cretini si danno dei cretini a vicenda e noi stiamo a guardarli. Sono indignato perché tutti insieme dovremmo confermare loro che sono dei cretini e invece........
Sono indignato perché questo paese non si indigna, soprattutto per questo sono indignato!

sabato 20 marzo 2010

La Principessa Irlandese e Milano con i suoi navigli. Musica.

Avete mai incontrato una Principessa Irlandese? Io si! Lungo il Naviglio. A quei tempi i navigli erano pieni d’acqua e giravano per tutta la città. Forse Milano era un pochino più sporca, ma era una sozzura naturale, inevitabile, umana. Forse l’acqua non era proprio profumata, ma non ci facevamo particolarmente caso. Le chiatte passavano lente, qualcuno urlava da un ponte, il timoniere fischiava e le foglie autunnali volavano leggere sospinte da una lieve brezza. L'aria era pulita arrivava seguendo l'acqua.
Stavo dicendo che camminavo assorto nei miei pensieri, anzi stavo componendo un nuovo brano che mi era venuto in mente in sogno la notte passata. Spesso mi succedeva, infatti, la musica, le parole da scrivere, o i movimenti della matita e del pennello, arrivano in sogno. Non ci appartengono, arrivano da lontano. Se voi guardate in alto, oltre. Ho detto più oltre, più oltre, ancora di più! Non basta ancora, dovete proprio dimenticare di avere gli occhi, dovete scordare il solito modo, permettetemi di dirlo, banale con cui guardate. Ho detto più oltre! Se ci riuscirete, potrete vedere un cielo solcato da infiniti pensieri, sembrano degli angeli. Non lo sono. Sono i sogni di quelli che sono nati prima di voi e di quelli che nasceranno dopo di voi. Da quei pensieri nasce l’arte, improvvisamente uno spirito si stacca dai sui fratelli e scende sulla terra, si trasforma e diventa musica, scritto, scienza, filosofia, pittura, scultura, insomma tutto quello che di meglio l’uomo sa fare.
Allora dicevo, stavo pensando alla musica, misi le mani in tasca e presi il mio taccuino, lo aprii tracciai le linee del rigo e sempre camminando scrissi le note. Quando alzai la testa, la vidi arrivare. Aveva una tempesta di capelli rossi che si muovevano come fiamme al vento, camminava veloce, era la Principessa Irlandese. Non avevo mai visto l’Irlanda, l’avevo immaginata, forse non era così come la pensavo, ma lei era esattamente come l’avevo immaginata. La donna arrivò alla mia altezza e si fermò di colpo e mi chiese «cosa sta facendo? Un disegno?» il suo italiano era quello che ci si può immaginare, fate voi, che importanza ha. Le risposi che stavo scrivendo delle note, così come le ricordavo. Mi carpì il taccuino dalla mano e iniziò a cantare. Cantava senza mormorare parole, l’armonia riempì l’aria. Quella musica non era più mia apparteneva a tutti quelli che volevano ascoltarla. Infatti, le finestre delle case intorno si aprirono, chi poteva uscì sul balcone. Un ciabattino uscì dalla sua bottega con il martello e iniziò a battere il tempo picchiando lo strumento contro la suola di una scarpa. Una ragazzina si precipitò in strada vestita con il suo tutu e iniziò a danzare. Un uomo, che forse riposava sotto un ponte, arrivò con passo celere, prese la fisarmonica che teneva dietro le spalle e iniziò a suonare. Quello fu il più bel giorno della mia vita, per un attimo divenni un compositore di successo.
La Principessa ed io camminammo per un po’, ci raccontammo molte cose con gioia. Lei era veramente una principessa, viveva in Irlanda, a Dublino. Così discorrendo e ridendo arrivammo all’angolo di una strada, proprio dove si trovava una chiusa. Lei mi guardò e capii che non l’avrei mai più rivista. Mentre se ne andava, si girò un paio di volte e poi sparì, oltre gli alberi di un giardino. Lei era la mia musica.
Sarebbe bello che questa città riavesse i suoi navigli, sarebbe una città molto più serena, più vicina alla realtà della sua storia, dove forse anche altri potrebbero incontrare una Principessa Irlandese, ma questa è veramente una favola. 

mercoledì 17 marzo 2010

NON "INCATENIAMOCI"

Sta girando per e-mail un testo di Elsa Morante, l’invito è di farlo circolare. Com’è mia abitudine per tutte le” catene” non l’ho fatto e non lo farò. Questa volta però lo pubblico ed espongo il mio punto di vista in merito alla “strumentalizzazione” dello stesso.




Scritto di Elsa Morante

 "Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera
 di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato
 la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo.
 Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte
 per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse
 e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto
 delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte
 piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra
 il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie
 sempre il tornaconto. Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile
 effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un
 popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto
 seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi
 atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso
 della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è
 diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio
 italiano. Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico
 senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre
 di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza,
 si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo
 abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo,
 senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che
 vuole rappresentare."

 *Qualunque cosa abbiate pensato, il testo, del 1945, si riferisce a
 B.Mussolini...


 PS.: Tutte le persone che ricevono la presente comunicazione hanno
 l'obbligo civile e morale di trasmetterla ad almeno altre cinque
 persone.
 Non sia mai che qualcuno lo votasse di nuovo...



IL MIO PUNTO DI VISTA

Lo scritto descrive un personaggio storico, che è esistito tanti anni fa e che ha vissuto i suoi anni.
Noi viviamo un altro momento storico che non ha nulla a che vedere con il passato.
Invece, nella nostra democrazia, per giunta giovane, qualche anno fa è successo qualche cosa e bisognerebbe cercare di capire cosa, però non lo si fa e questo credo sia il problema. 
Inoltre, penso che focalizzarci solo su un personaggio, che comunque ritengo nocivo per il giusto funzionamento della democrazia, sia limitante.
Pochi anni fa esisteva una classe operaia cosciente del proprio ruolo. Quegli operai non ci sono più, così come non esistono più quegli studenti e quelle persone che sognavano di cambiare in meglio la società, perché molti di loro, sicuramente quelli che non volevano cambiare niente, oggi ingrossano le fila di quella, che faccio addirittura fatica a definire destra. Così come non ci sono più i sindacalisti del passato ma nemmeno gli imprenditori, i capitalisti e i politici che esistevano prima che “quel qualcosa capitasse”.
Oggi invece esiste una classe dirigente composta da un certo numero truffaldini, gente che gioca con il denaro sporco e non, che non produce, che non investe. 
C’è tanta televisione che appiattisce il pensiero, una televisione che rientra in un progetto, quello di opprimere verso il basso la società.
La cosa più grave è che agli italiani, non solo appartenenti a quella che è definita maggioranza ma anche a una parte della minoranza, questo va bene perché non hanno più voglia di pensare, di crescere, di difendere la loro libertà e il loro diritto di ragionare.
La libertà è una parola “complessa”, sono convinto che questo sia “Il” dono di Dio o per chi preferisce “Il” dono di Una Vita, per questo è difficile capirne la profondità.
Per questo credo sia venuto il momento di rincominciare a ragionare e per far questo, penso sia indispensabile scambiarci messaggi originali, nostri, liberi.
Scrivo questo con profondo rispetto per lo scritto di Elsa Morante, che però, come ho già scritto, appartiene alla storia.

sabato 13 marzo 2010

In parte mi ricredo Flavius Smucciantis

Il Senatore si affacciò al balcone e vedendo Flavius Smucciantis, gridò nella sua direzione «Flavius vecchio volpone, in parte mi ricredo, anche se mi mancano Fabius et Fiammae, il Condor, l’indimenticabile Federicum Taddiae, la dolce Simonae Marchinae!  Le Pecore, Barbarossae, l’intramontabile Oscurum Repentinus e il piccolo navarco Vergassolae riscattano la tua reputazione. Sul resto, in particolare sulle Galline Starnazzanti, stendiamo un pietoso velo!». Il Senatore piroettò su se stesso e le bande rosse disegnarono un sorriso che sparì danzando.

Benvenuto, Professor Giovanni Sartori! di Fiamma Satta


Da leggere nel Blog di Fiamma Satta

venerdì 12 marzo 2010

Mefistofele La Stertuis

«Mia figlia mi ha detto “Le persone cattive non le devi più ascoltare”» disse il Senatore «a chi pensate si riferisse? Possibile che anche lei, che ha solo sei anni, se ne sia accorta!» Il senatore La Stertuis si alzò con aria minacciosa, tutto sommato la sua solita aria mefistofelica. «Signore lei è meglio che stia seduto, ogni volta che si alza, si capisce esattamente chi è!» urlò il senatore indicandolo con il dito indice mentre le strisce rosse sventolando formarono due fasci littori nella sua direzione, e proseguì «la prego stia seduto non muova la polvere che si nasconde sotto il suo scranno, per non dire altro» detto questo girò su se stesso e uscì nell'aria fresca di Roma. Le strisce rosse tornarono quelle che erano, per fortuna!

giovedì 11 marzo 2010

La Regina Ginevra

La Regina Ginevra si avvicinò al Cavaliere senza fare il minimo rumore, solo una leggerissima polvere di ghiaccio si sollevava sotto i suoi piedi calzati in stivali bianchi ricamati d’oro. Il Cavaliere era seduto sulla sua slitta e accarezzava Angelo, tenendo il muso del cane nel palmo della sua mano senza guanto. Angelo lo guardava con i suoi occhi azzurri, nessun muscolo potente si muoveva sotto il corpo sottile. Era così che i due amici si parlavano e prendevano le decisioni.
Ginevra era bianca come la neve, trasparente come l’aria e brillante come il sole. Si sedette di fianco al Cavaliere e gli chiese in un sussurro «Ho fatto un errore?». Il Cavaliere si girò. Guardò la donna e disse «L’Amore non ha errori, può far soffrire, questo sì o mia Regina» dicendo questo il guerriero si alzò in piedi e s’inginocchiò di fronte alla Viaggiatrice del Futuro «tu hai sofferto amico mio?» disse Ginevra alzandosi in piedi, invitando il Cavaliere a fare altrettanto «certo, come tutti quelli che cercano. E nel cercare sbagliano. L’errore è parte della Ricerca, il dolore è l’insegnamento. Il persistere è la perdizione, la rovina e la morte. I Cavalieri lo sanno e per questo cercano il Sacro Graal» detto questo l’Ultimo dei Cavalieri della Tavola Rotonda tornò a inginocchiarsi appoggiando entrambe le sue ginocchia nel gelido ghiaccio. La Regina gli accarezzò la testa.
Il gruppo di Cavalieri arrivò al galoppo, uno teneva le redini di un cavallo bianco, Ginevra si girò e lentamente raggiunse il gruppo, un cavaliere smontò e aiutò la sua Regina a montare in sella, Ginevra girò ancora il capo verso l’uomo con il suo cane a fianco, poi girò il suo cavallo e in una nube di polvere bianca la compagnia svanì nel nulla, come un pensiero.

lunedì 8 marzo 2010

Canzone sfogo - Elezioni regionali

Dai sfoghiamoci!!

Avrei potuto

Mi spiace di aver pubblicato il video qui sotto perché “sporca” i miei racconti, ma non sono riuscito a trattenermi. Avrei potuto raccontare una fiaba, ma in questi giorni non riesco. Avrei potuto scrivere un bel blues e dedicarlo a Fiamma, una persona speciale, lo farò quando sarò più sereno.  Avrei potuto cantare una canzone, non ci sono riuscito perché non c’era motivo. Avrei potuto prendere in braccio il mio strumento e cullarlo in un’armonia, ma le dita me l’hanno impedito. Avrei potuto.

domenica 7 marzo 2010

La dittatura della maggioranza

Che fiatone Maroni! L’anima del portavoce forse ha letto Tocquevile. Ma!
Ora è bello, marcondirondero, marcondirondella, andiam tutti insieme a votar! E poi…giù tutti per terra. Però, forse, più in terra di così no si può, o si?!

CONSIGLIO: leggere "La Democrazia in America" di Alexis De Tocquevile.

venerdì 5 marzo 2010

Strisce rosse tra le chiappe

«Che zotico, che maleducato, che brutta figura. Senatore La Stertuis!» disse alzandosi dal suo scranno con calma il Senatore «la cavalleria in questo paese non esiste più e questo è risaputo, ma andiamo, questa delle liste - di cui poi i cittadini non capiscono nulla - è sicuramente una manovra che arriva dall’interno del vostro intestino. Che diamine non siamo proprio tutti dei coglioni, anzi ho ripensato a quello che ho detto ieri. Vi chiedo scusa onorevoli signori. Qui nessuno è coglione ma truffaldino, prepotente e maleducato sì. Altro che cavalieri dei miei corbelli!» Una piroetta su se stesso e il Senatore uscì a prendere una boccata d’aria.
E le strisce rosse? Già, gli si erano infilate tra le chiappe. A volte è meglio coprirsi!



giovedì 4 marzo 2010

Mia mamma, Mary Liverboom e Billy Swann

Mia mamma suonava il piano,
giù nella Cantina di Mary Liverboom
a Memphis, nella contea di Shelby.
Ricordo ancora l’odore di birra,
il puzzo di sudore e il rumore dei bicchieri.

Voi non avete conosciuto Mary Liverboom,
è un vero peccato. Lei si che sapeva cantare.
Il suo non era solo blues, era proprio anima
che usciva e si metteva a saltare sui tavoli.
Ah! Che musica giù nella Cantina a Memphis.

Mia mamma suonava il piano,
e Billy Swann, ogni tanto, la accompagnava
con la sua chitarra. Oggi c’è solo Jim Douval
che sa suonare la chitarra come Billy Swann.
Quando suonava Swann, i vetri cantavano.

Eh si ! Nella Cantina di Mary Liverboom
cantavano anche i bicchieri pieni di birra.
Billy Swann, si che sapeva suonare la chitarra.
Oggi la Cantina di Mary Liverboom a Memphis
non c’è più. Mia mamma è scappata con Billy.
Mary se n’è andata ed io faccio il dentista.
non so perché, a Memphis, nella contea di Shelby.

Keith Richards In Pirates of the Caribbean: At World's End.

Che pirata e che tocco di chitarra!

Un punto esclamativo con due puntini.

Tutti quei gran signori - si fa per dire - guardavano increduli il Senatore, né avevano combinate di tutti colori, ma lui da giorni si sedeva nel suo scranno e non si muoveva. Solo la striscia rossa appoggiata sulla sua coscia sinistra fremeva. Era senza parole!
Ad un tratto si alzò e urlò «Non solo ladroni ma anche coglioni!» e usci dal semicerchio. Le strisce rosse della sua tunica, volando nell’aria, sembrarono formare un punto esclamativo con due.......o forse, lasciamo stare.