lunedì 8 febbraio 2010

Una nota leggera e fluttuante

Quella notte cadde molto ghiaccio. Dentro la tenda il Cavaliere aveva accolto i suoi dodici cani, sapeva che non avrebbero potuto resistere alla tempesta.
La tenda, completamente aperta nella sua ampiezza, poteva contenere quattro persone, così quella pattuglia dei ghiacci aveva dovuto adattarsi. Infatti, i cani si erano accucciati uno sopra l’altro lungo le pareti e l’uomo in mezzo con Angelo sopra la pancia. Gli aski, normalmente, preferivano dormire all’aperto ed era stato difficile convincerli a entrare. Al Cavaliere era già successo di dover insistere in passato, ma quando le prime stelle di neve ghiacciata avevano iniziato a cadere, gli undici erano entrarti e anche piuttosto velocemente. Infatti, le stelle erano taglienti e penetravano attraverso i loro mantelli e raggiungevano la carne bruciandola.  Il Cavaliere insieme al suo amico Angelo era entrato per ultimo dopo aver controllato ancora una  volta la tensione dei teli che coprivano la slitta.
Fuori il vento soffiava in modo impressionante, il Cavaliere accese il suo piccolo strumento per ascoltare la musica e la voce di Cecilia Bartoli riscaldò l’aria, i cani erano attenti a ogni modulazione della voce della grande artista. Gli amici del Cavaliere apprezzavano la buona musica e lui insieme con loro si sentiva meno solo, guardava i loro occhi azzurri e si perdeva nei ricordi del suo passato. Angelo ascoltava con un solo orecchio, l’altro rimaneva attento a qualsiasi rumore esterno. Il pericolo si muoveva più sicuro nei venti tempestosi, non temeva il gelo.  L’Ombra era freddo intenso, folata ghiacciata e oscurità immobile.
Quella notte Niniane, la Fata delle fate vegliava e la fata Aurora spargeva sale del suo Mare sopra i teli della tenda, così i cristalli toccandoli si distendevano come brina su fili d’erba.
Cecilia terminò di cantare e la pattuglia della Taiga si addormentò sull’ultima nota, leggera e fluttuante.

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