giovedì 21 gennaio 2010

Il Poeta del Fiume

Quando il Poeta decise di muoversi dalla riva del fiume erano passati anni. Molti cavalieri, dame, pescatori, contadini, poveri, mendicanti, cantori, danzatrici, danzatori, gendarmi, prostitute, ladri, assassini, politici,  sacerdoti. Fate, maghi, elfi, gnomi, draghi, tutti travestiti da umani. Scienziati, matematici, scrittori, gente semplice, gente complessa, nevrotici e giullari. Tutti si erano fermati a guardarlo, ma lui era rimasto fermo a osservare immobile l’acqua del fiume scorrere. Qualcuno gli aveva rivolto la parola, ma lui sembrava non sentire e continuava a fissare l’acqua.
Dietro le sue spalle, l’Esercito del Nord e quello del Sud si erano scontrati, i dardi erano passati sopra la sua testa. Anche il Guerriero Nero Principe della Paura e il Guerriero Rosso Re dell’Amore si erano battuti per giorni, per mesi e poi si erano allontanati con le vesti stracciate, le armature distrutte e le armi consunte. Il Poeta aveva continuato a guardare le acque lucenti del Grande Sacro Fiume, senza mangiare, senza dormire, senza compiere nessuna funzione umana. Tutto era fermo dentro di lui, solo l’anima si muoveva nella sua ragione.
In quegli anni il Poeta non era invecchiato, la sua barba non era cresciuta, i suoi vestiti erano rimasti candidi, il suo volto senza nuovi segni o solchi, non aveva tracce del tempo passato. I suoi orecchi sentivano solo il rumore del vento e dello scorrere dell’acqua. Le sue narici respiravano il profumo dei fiori, delle piante, delle foglie, dei pesci che vedeva scorrere veloci e saltellanti. Sentiva le vibrazioni della gioventù che passava vicino a lui, solo quella più semplice, pulita, razionale e vitale. Il Poeta aspettava il sorgere del sole, godeva del suo tramonto, guardava le stelle e la luna riflesse nell’acqua argentea. Unito a quel silenzio, aspettava.
Quando si alzò, era una fresca mattina di primavera, si girò e lentamente si allontanò dalla riva, aveva appreso la grande verità. La Ragione era il Motivo, l’Unico premio per ogni uomo. Sollevò lo sguardo verso la collina di fronte a lui e vide il Guerriero dalle Sette Lame si mosse verso di lui e sparirono insieme in una nuvola di fiori celesti.

1 commento:

Lodovico Valentini Perugia ha detto...

La mia amica Aurora mi ha scritto delle parole molto belle:

"Volevo ringraziarti , il tuo racconto mi ha stimolato l'introspezione , leggendolo e' stato come ritrovare inaspettatamente qualcosa di me stessa . Un abbraccio"

GRAZIE!