giovedì 28 gennaio 2010

Ipazia. Vita e sogni di una scienziata del IV Secolo




Ho finito la lettura del libro su Ipazia e ora, come avevo già scritto, posso esprimere il mio modesto parere.
Ipazia. Vita e sogni di una scienziata del IV Secolo di Adriano Petta e Antonino Colavito, è un libro da non perdere ma che consiglio di leggere solo a chi, ama, cerca e persegue la libertà della Ragione.
Consiglio invece, vivamente, di evitare la lettura a chi pretende di possedere la "sola" ragione o verità, perché questo potrebbe essere inutile e anche nocivo per il loro spirito.

Negare la Shoah significa suicidarsi

Per carità non negate mai la Shoah. Negare la Shoah significa non guardare in faccia se stessi, significa uccidere la ragione e quindi la propria vita. Chi nega la Shoah è solo un essere che cammina e chi lo fa per fini politici, non è nemmeno quello.

Per tutti i bambini ebrei a cui è stato tolto il diritto di vivere.

Un dolore immenso, per un attimo intenso, mi toglie il respiro.

E’ una sensazione che ho già provato, quella mattina di sole, mentre affogavo nell’acqua del mare.

La vita se ne stava andando. L’unica, inimitabile, vita che Dio mi ha donato.

Un attimo, poi respiro per non morire di nuovo.

Il mio animo brucia, una sensazione di dolore scende giù fino nello stomaco, trascina via la mia testa, la mia ragione, la mia libertà, la mia anima. E scende sempre più giù, sempre più in basso e muoio.

Muoio insieme a bimbi ebrei, che cantano tenendosi per mano. Muoio nella camera a gas insieme con loro.

Brucio nel fuoco insieme con loro.

Un dolore immenso, insopportabile, è fermo nell’aria e lo raggiungo per sempre.

mercoledì 27 gennaio 2010

Advertising Inutilis et Orribilis. Efficace, ma a cosa serve?

A nulla perché resta tutto come prima. Infatti chi avrebbe dovuto decidere ha deciso che si dovranno prendere delle decisioni.
Dimenticavo! Non è vero che a Copenaghen non hanno deciso nulla. Hanno speso dei soldi!
Noi possiamo guardare lo spot e accumulare un po’ di angoscia in più, oppure salire sui tetti delle nostre case e urlare “PLEASE HELP THE WORLD”.

martedì 26 gennaio 2010

Le inquietudini del secretum

«Maledizione! Altro che sulla trireme, questo qui ficcherà il naso dappertutto! Giove Saturnino aiutaci tu!» Il Senatore sollevò la tazza e si bruciò la bocca con la tisana, questo era veramente troppo, pensò.

La Nota Felice e sua sorella Felicita


La Nota Felice, così si chiamava, riusciva a dimagrire e a ingrassare in un attimo. Una battuta e diventava grassa e subito dopo magra. La Nota Felice era così felice di correre lungo il rigo musicale, soprattutto le piaceva trasformarsi in un serpentello azzurro. Alessandra avrebbe voluto prenderla, ma quella sfuggiva alla presa, infilandosi tra un rigo e l’altro. Poi, improvvisamente si fermava e la guardava, a quel punto la bambina toccava il tasto del suo pianoforte, prima il do, quello più basso, quello proprio infondo alla tastiera sulla sinistra e poi, dispettosa, il do più alto, proprio quello più infondo alla tastiera, sulla destra. La Nota Felice saltava di gioia e tornava a correre su e giù. Avete mai visto la Nota Felice? No! Peccato, dovreste cercarla anche voi, magari potreste incontrare sua sorella Felicita.

lunedì 25 gennaio 2010

Viva Niculus!

«E’ così superbo quell’uomo che l’unico sistema per liberarcene è spedirlo in missione con la sua trireme a Cartagine e sperare che là rimanga almeno per una ventina d’anni. Non lo vuole nessuno, costruisce strategie incomprensibili e salta fuori con i suoi baffetti combinando danni e questo da sempre. Ora basta!» Questo pensava il Senatore, guardando Roma dal suo balcone e urlò «Viva Niculus!». I passanti guardarono in alto, ma come spesso accade, non capirono e si allontanarono ignari del loro futuro. Il Senatore ritornò in casa è bevve la sua tisana calda.

giovedì 21 gennaio 2010

Il Poeta del Fiume

Quando il Poeta decise di muoversi dalla riva del fiume erano passati anni. Molti cavalieri, dame, pescatori, contadini, poveri, mendicanti, cantori, danzatrici, danzatori, gendarmi, prostitute, ladri, assassini, politici,  sacerdoti. Fate, maghi, elfi, gnomi, draghi, tutti travestiti da umani. Scienziati, matematici, scrittori, gente semplice, gente complessa, nevrotici e giullari. Tutti si erano fermati a guardarlo, ma lui era rimasto fermo a osservare immobile l’acqua del fiume scorrere. Qualcuno gli aveva rivolto la parola, ma lui sembrava non sentire e continuava a fissare l’acqua.
Dietro le sue spalle, l’Esercito del Nord e quello del Sud si erano scontrati, i dardi erano passati sopra la sua testa. Anche il Guerriero Nero Principe della Paura e il Guerriero Rosso Re dell’Amore si erano battuti per giorni, per mesi e poi si erano allontanati con le vesti stracciate, le armature distrutte e le armi consunte. Il Poeta aveva continuato a guardare le acque lucenti del Grande Sacro Fiume, senza mangiare, senza dormire, senza compiere nessuna funzione umana. Tutto era fermo dentro di lui, solo l’anima si muoveva nella sua ragione.
In quegli anni il Poeta non era invecchiato, la sua barba non era cresciuta, i suoi vestiti erano rimasti candidi, il suo volto senza nuovi segni o solchi, non aveva tracce del tempo passato. I suoi orecchi sentivano solo il rumore del vento e dello scorrere dell’acqua. Le sue narici respiravano il profumo dei fiori, delle piante, delle foglie, dei pesci che vedeva scorrere veloci e saltellanti. Sentiva le vibrazioni della gioventù che passava vicino a lui, solo quella più semplice, pulita, razionale e vitale. Il Poeta aspettava il sorgere del sole, godeva del suo tramonto, guardava le stelle e la luna riflesse nell’acqua argentea. Unito a quel silenzio, aspettava.
Quando si alzò, era una fresca mattina di primavera, si girò e lentamente si allontanò dalla riva, aveva appreso la grande verità. La Ragione era il Motivo, l’Unico premio per ogni uomo. Sollevò lo sguardo verso la collina di fronte a lui e vide il Guerriero dalle Sette Lame si mosse verso di lui e sparirono insieme in una nuvola di fiori celesti.

Zappa plays Maurice Ravel's Boléro. Che meraviglia!

Frank era un genio della musica, un musicista fuori dagli schemi, andava oltre le possibili catalogazioni della musica. La sua musica era critica musicale e ai costumi, condanna alla dabbenaggine. E' una grande fortuna per noi poter ascoltare le sue interpretazioni. Viva Zappa per sempre!

martedì 19 gennaio 2010

Lo sapevate che esiste un’Associazione degli Stati Caraibici?

Le organizzazioni, che possono tentare di rendere meno dirompenti i disastri naturali, come quella di Haiti, ci sono. Chi di noi sapeva, per esempio, dell’esistenza dell’Associazione dei Paesi Caraibici (vedi sito qui sotto), io non lo sapevo. L'ho scoperto leggendo un'intervista al Professor Ezio Faccioli del Politecnico di Milano sul Corriere della Sera del 15 gennaio scorso. Il Professore Faccioli nell'articolo accenna alla sua partecipazione ad una commissione costituita proprio allo scopo di elaborare un codice a cui attenersi nelle fabbricazioni degli stabili. Chi vuole può leggere il documento, che traccia le conclusioni di detta commissione, nel sito dell'Associazione. 
Navigando nel sito sopra menzionato, ho scoperto che la buona volontà c’è, ma forse si ferma agli aspetti commerciali, a quelli politici, alle parole, ai progetti, ai convegni e infine ai soccorsi dopo che i terremoti sono avvenuti. Forse, sicuramente, mancano i finanziamenti.  Certamente si può fare di più. I soccorsi arrivano dopo che il dramma è avvenuto, bisogna intervenire prima e agire efficacemente. I morti nessuno ce li restituirà e ognuno di loro è nostro fratello e non sono solo parole, fermatevi a pensare per un attimo. Immaginate che il parente a voi più caro sia rimasto sotto le macerie, quanto grande sarebbe il vostro dolore? L’uomo è fragile quando la natura si muove, ma Dio, oppure chi volete o non volete voi, ci ha regalato questo mondo e spetta a noi evitare che possa farci del male.
Gli scienziati sanno cosa e come si potrebbe fare, lo dicono, lo scrivono, si agitano, spetta a noi ascoltarli. I nostri governi devono essere vigilati e spronati nella giusta direzione e ognuno di noi è responsabile, almeno io mi sento così. Non sarebbe stato meglio mandare i due euro con il cellulare prima? Ora bisogna correre dietro all’emergenza, sicuramente è giusto farlo, ma dopo dovremmo cercare di utilizzare meglio le nostre risorse scientifiche, razionali, economiche e operative. Dove capiterà la prossima volta? Pensiamoci prima.


venerdì 15 gennaio 2010

Quanti si sono domandati dov’è Haiti?



Haiti si trova a poche miglia da Cuba. Da non confondere con la Repubblica Domenicana, Haiti è una Repubblica e occupa la parte più occidentale dell’Isola Hispaniola. Una delle prime isole scoperte da Cristoforo Colombo, l'isola dove la Santa Maria si arenò e dove l'Ammiraglio fondò un villaggio lungo la costa, Villa de la Nadividad, che probabilmente si trovava vicino all'attuale Cap-Haïtien.  Haiti è a due passi dal più opulento paese del Mondo, gli Stati Uniti d’America.  Hispaniola è il primo territorio conquistato dagli europei, gli spagnoli lo scoprirono, lo colonizzarono e lo “trasformarono”, nessuno degli indigeni è sopravvissuto. Infatti, dopo pochi anni dall’arrivo dei colonizzatori, sparirono tutti, uccisi dalle violenze e dalle malattie importate. Gli indigeni furono sostituiti da schiavi presi con la forza in Africa. Il territorio di Haiti nel tempo passò ai Francesi e agli Stati Uniti. L’indipendenza dalla Francia fu dichiarata il 1° gennaio 1804, è stata riconosciuta dalla Francia nel 1825 e dagli Stati Uniti nel 1863. Oggi Haiti è il più povero paese dell’America.


Salvo errori e omissioni.

martedì 12 gennaio 2010

Agorà ovvero la vita di Ipazia. Un film che forse non uscirà mai in Italia


Aspettando di sapere qualche cosa sul destino di questo lungometraggio, che forse in Italia non avrà una programmazione nelle sale cinematografiche e sperando per il meglio, sto leggendo il romanzo storico scritto da due italiani su Ipazia - astronoma, matematica e filosofa alessandrina (370-415 d.C.) - fatta massacrare dal vescovo Cirillo perché donna, amante della Libertà e della ricerca per il progresso della conoscenza per il bene dell'umanità. 
Il romanzo storico che racconta la vita di questa straordinaria figura mi ha scelto, come a volte accade. Infatti, spesso i libri che leggiamo con più piacere, soddisfazione e interesse sono quelli che si appoggiano nelle nostre mani. Così è stato per "Ipazia. Vita e sogni di una scienziata del IV Secolo" di Adriano Petta e Antonino Colavito. 
Il libro è arrivato chiuso dentro una busta gialla e mi ha chiesto di essere letto. Quando l'avrò finito, pensato e interiorizzato scriverò qualche cosa su quest'opera. Per ora posso dire che la Libertà deve essere sempre cercata e difesa. Dio ci ha donato la Liberta e noi dobbiamo imparare a rispettarla più della nostra stessa vita. Chi vuole sapere di più del film può andare ai seguenti indirizzi:


http://www.agorathemovie.com/   (sito ufficiale)




NB – ho cercato di pubblicare il trailer ma inutilmente, comunque lo potete vedere sempre nel sito sopra menzionato.

sabato 9 gennaio 2010

Epifania Finlandese

Questo, che segue, è un racconto della mia cara amica Soma. Soma vive in Finlandia, ma è una di quelle straordinarie persone che ha come patria il Mondo. Soma è vissuta in posti meravigliosi e la sua vita è un’avventura.

Personalmente ho un ricordo indelebile. Avevo conosciuto da poco tempo Soma, ma eravamo diventati subito dei buoni amici. Quell’anno Soma era mia ospite nella casa sul Lago di Como dei miei genitori e una mattina presto la sentii suonare un brano di Sibelius con il suo flauto. E’ passato qualche anno da allora, ma che importanza ha! La memoria non ha età. Il soggiorno di quella casa, la mattina era inondato dai raggi del sole, attraverso la grande porta finestra che dava sul giardino, si poteva vedere Menaggio e le montagne che degradavano formando una morbida “v” rovesciata che segnava un centro ideale al paesaggio infinito.

Soma suonava e i raggi di sole illuminavano i suoi lunghi capelli d’oro, la mia amica sembrava un elfo delle favole di Lodovico. Rimasi in silenzio ad ascoltarla, in quell’attimo eravamo entrambi liberi, una sensazione che non mi ha mai più lasciato e ancora oggi quando ragiono sulla Libertà penso a questo quadro e a quel suono che non ho più udito.

In questi giorni noi, i suoi amici, abbiamo ricevuto questo “racconto ricordo” da parte sua, Lodovico mi ha chiesto di pubblicarlo e con piacere lo faccio.



Epifania Finlandese



Per l’Epifania ho trascorso una giornata bellissima. Infatti, sono andata a trovare degli amici, alcuni di voi li conoscono. Questi cari amici vivono su una piccola isola nell'arcipelago del comune di Espoo, che si trova a 20 chilometri da Helsinki.
Lei, Leena ha sessantacinque anni ed è appena andata in pensione, faceva la bibliotecaria part-time. Lui, Jami ha settantadueanni e fa il pittore a tempo pieno, purtroppo vende pochissimo, questo è spesso il destino di molti artisti.
Quando si vive su un'isola, la vita è condizionata dalle stagioni. Così i miei amici raccolgono bacche e funghi, tagliano legna dal proprio bosco, pescano. Per diletto hanno due pecore, due capre di cui bevono il latte, sette galline per le uova e un gallo che odia le due galline.
In autunno, quando il mare ghiaccia e in primavera aspettando che si sciolga completamente, rimangono prigionieri sull'isola. Infatti, nel primo caso devono aspettare che il mare ghiacciato sia abbastanza spesso prima di poterlo attraversare e in primavera che il ghiaccio si sia ben sciolto in modo da poterlo attraversare senza pericolo in barca.
Così mercoledì ho preso un autobus sino alla fermata più vicina alla destinazione e poi ho proseguito a piedi per circa dieci minuti. Ho attraversato un bellissimo bosco di abeti completamente coperti di neve. Un mondo bianco e ghiacciato. C'erano quindici gradi sotto zero!
Giunta alla fine del bosco, ho cercato il sentiero sul mare ghiacciato che doveva portarmi a casa dei miei amici. 
Noi finlandesi sappiamo che per attraversare il mare ghiacciato è sempre meglio cercare una via aperta da altri, è sempre meglio farlo, anche se il ghiaccio ha uno spessore di 10 centimetri. 
Dopo venti minuti di “passeggiata” su questo candido mare di ghiaccio sono arrivata a destinazione.
I miei amici mi hanno accolto con una bevanda calda a base di vino rosso, succo di mirtilli, un goccio di vodka, spezie, cannella, garofano e altri ingredienti di cui non conosco il nome.
La casa dei miei amici è fatta completamente di legno e il soggiorno è bellissimo, loro riscaldano questo locale solo quando arrivano degli ospiti. Lo riscaldano con una stufa grandissima che mantiene il calore a lungo.
Nel resto della casa usano alcune piccole stufe elettriche e una a gas. Il riscaldamento è utilizzato con parsimonia, ma la massima attenzione e cura è da loro data al tubo che porta l’acqua dal pozzo, che deve essere sempre riscaldato, altrimenti l’acqua si ghiaccia con evidenti drammatiche conseguenze.
Quando sono arrivata, mi hanno raccontato che lo scaldabagno era rotto ed era una settimana che erano privi di acqua calda. Per fortuna, ho pensato, che rimango solo mezza giornata!

Il gabinetto è biologico, e si trova in un gabbiotto all’esterno della casa e quella volta che ho dovuto utilizzarlo mi si è ghiacciato il sedere!

Per fortuna l’atmosfera del soggiorno mi ha ripagata di questa difficoltà. Un grande lampadario a candele illumina questo spazio e lì seduta e rilassata ho goduto del profumo dei giacinti che sono i fiori con cui noi finlandesi usiamo abbellire le nostre case a Natale. Per pranzo abbiamo mangiato filetto di luccio e verdure cotte a vapore, insalata di sedano e mele, il tutto abbinato con dell’ottimo vino bianco di Frascati. Il dessert è stato un trionfo di dolci natalizi ripieni di prugne con panna montata. Abbiamo terminato il lauto pasto con una tazza di tè e calvados. Verso sera i miei amici mi hanno offerto di riaccompagnarmi nell’entroterra. Ho accettato con gioia perché era sera e si vedeva poco. Così, con la loro motoslitta mi hanno accompagnata fino al bus. Loro, dopo avermi salutata, hanno proseguito per il più vicino emporio per acquistare finalmente, un nuovo scaldabagno.

I miei amici sperano di poter vivere nella loro fantastica casa ancora per molti anni, ma devono fare i conti con l'età, che in effetti, potrebbe diventare un ostacolo per il grande lavoro fisico che richiede il luogo. Questa però è un’altra storia.

Per quanto mi riguarda, sono tornata a casa felice per l’esercizio fisico, il paesaggio e l’accoglienza speciale di questi cari amici che voglio condividere con voi, cari amici. A presto.



Soma