giovedì 10 dicembre 2009

Un giorno dopo l'altro


Passava un giorno, passava l’altro ma il Senatore restava di cattivo umore, neanche la vista di Roma dal suo terrazzo riusciva a cambiare la sua disposizione d’animo.
Quando si alzò dal suo scranno, tutti lo guardarono, i capelli erano ritti sulla sua testa. Era visivamente fuori dalla divina grazia, anche Giove se ne accorse e ripose i suoi strali.
Il Senatore disse «…quei due sembrano Gianni e Pinotto, hanno messo in piedi un teatrino, dove anche il gatto e la volpe fanno la figura dei c………. Noi intanto stiamo a guardare la Democrazia trasformarsi in qualche cosa di diverso, che non si può confondere nemmeno con la dittatura». Detto questo, girò su stesso e come Cesare si coprì il capo con la candida tunica e le strisce rosse sventolarono a lato delle sue orecchie.

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