mercoledì 23 dicembre 2009

Natale lungo le sponde del Lago dei Mille Sospiri


Il Cavaliere si fermò sulla sponda del Lago dei Mille Sospiri. Il lago era ghiacciato da secoli, il freddo della taiga non amava il movimento dell’acqua, ma sotto lo spesso ghiaccio, leggera si muoveva la corrente. La leggenda racconta che nelle sue profondità dorme il Drago che Nuota. Sono solo leggende, mille sospiri nel vento, voci di anime ataviche, le sole che hanno visto sorgere la Principessa Libertà e poi l’hanno vista sparire oltre le stelle, nel sogno dei Guerrieri della Tavola Rotonda.
La slitta del Cavaliere era immobile, i suoi amici cani fermi, tutti con il muso proteso in avanti ad annusare l’aria gelida. Angelo era di fianco al suo amico, quell’uomo strano che aveva scelto il gelo della solitudine per cercare il Sacro Graal. Laggiù oltre il ghiaccio, oltre l’acqua del Lago dei Mille Sospiri, oltre il Drago addormentato sul fondo dello specchio d'acqua, laggiù sulla Terra stava per arrivare l’ennesimo identico Natale. Il Drago si destò e guardò oltre, laggiù più in basso, il suo sguardo sorpassò l’infinito di stelle. Comete argentee sfrecciavano dinanzi ai suoi occhi, comete confuse che non sapevano dove andare, milioni di scie perse, dimenticate e poi vide le prosperose città illuminate da luci e il buio dei villaggi. Vide l’Africa oscurata dal dolore, dal pianto dei bambini affamati e la disperazione delle madri senza latte in seno. Il Drago avrebbe voluto uscire, frantumare il coperchio di ghiaccio che lo teneva imprigionato. Guardò in alto e vide l’impotenza dell’Ultimo dei Cavalieri della Tavola Rotonda, cercò di soffiare la sua fiamma, ma il suo cuore era ghiacciato da quando la Principessa Libertà l’aveva abbandonato. Si sollevò in piedi, nuotò sino ad arrivare vicino alla lastra di ghiaccio e guardò negli occhi quel piccolo uomo con il suo cane e gli disse «combatti Guerriero, combatti!» poi ritornò sul fondo del lago. La Fata delle fate, guardò quella scena dall’alto, volando leggera sopra la testa del Cavaliere e lasciò cadere una lacrima sul capo del combattente. La lacrima si trasformò in un simbolo d’argento che scese come un diadema e si fermò sulla giubba del guerriero all’altezza del cuore. Angelo guardò l’uomo immobile e urlò la sua disapprovazione al Mondo. La Fata allungò la sua mano e accarezzò cane e guerriero, poi volo via verso il Cespuglio del suo amato Merlino.


Foto di Edward Rasmussen

1 commento:

Jeanluc ha detto...

Buon Nataleeeeee!!!!!!!!!!!!