lunedì 21 dicembre 2009

Bushmills Black Bush

Il mio amico Lodovico è stanco. Doveva scrivere l’intervista a Gigi Zazzeri, il batterista dei Noi e non l’ha fatto. Doveva scrivere l’intervista a due dei componenti degli SDBB e non l’ha fatta, Doveva scrivere un altro episodio del Cavaliere della Slitta e non l’ha fatto. Così l’altro giorno sono saltato sul primo aereo in partenza da Parigi e sono atterrato a Milano.
Il sorriso che Lodovico mi ha regalato, quando ha aperto la porta di casa, non lo dimenticherò mai più, questi sono i segni di una vera amicizia. Non ci siamo detti molto, ci siamo abbracciati, ci siamo seduti in soggiorno e siamo restati in silenzio per qualche minuto, poi Lodovico ha rotto il silenzio «grazie di essere venuto, penso d’essere in un momento di passaggio e non riesco a pensare ad altro. Sai, l’uomo non invecchia come una foglia, ma piuttosto come la pianta. Gli anni passano esteriormente ma la sua struttura interna rimane giovane. Ad esempio le linee più interne del mio volto sono quelle dei miei vent’anni, i miei occhi hanno la stessa freschezza, le mie idee sono frizzanti, è l’aspetto che faccio fatica a riconoscere. Come per un albero anche per noi le stagioni si ripetono seguendo il loro ritmo, ma il tronco diventa sempre più rigido e ricurvo, sempre più adatto alla fiamma del fuoco e meno alla ricerca della libertà. Quello che avviene intorno a noi ci ripugna sempre di più, siamo sempre meno liberi a cambiare e sempre meno disponibili a perdonare, alla fine anche i nostri tratti più interni invecchiano e a volte muoiono prima ancora del nostro corpo. Il tempo incide sulla Speranza e resta la sconfitta. La parola “vecchio” è un vocabolo non corretto e gli anni sono relativi, entrambi esprimono concetti inventati dagli uomini per limitare la Storia. Un ragazzo di vent’anni e un uomo di sessanta hanno la stessa Speranza nella vita. La loro speranza è di cambiare la Storia, entrambi muoiono quando questa Speranza viene a mancare e poco importa se il loro corpo continua a vivere. L’eternità della nostra vita, il “Paradiso” si trova in un pensiero laterale alla Storia ed è sulla Terra» «e quelli che non si sono mai posti questo problema?» gli ho domandato «sono semplicemente vissuti» mi ha risposto «esattamente come dei germogli! Vuoi un bicchiere di Bushmills Black Bush? È ottimo me l’ha consigliato Colin, il batterista degli SDBB». Senza aspettare la mia risposta, che comunque sarebbe stata affermativa! Si è alzato ed è scomparso nel corridoio, dopo pochi minuti è tornato con due bicchieri e la bottiglia del pregiato irish whiskey.
Abbiamo continuato a chiacchierare sino a notte inoltrata, ma senza toccare l’argomento che ho riportato, però prima di augurarci la buona notte, mi sono ricordato delle parole di un mio maestro e ho detto al mio amico «Ritrova la Speranza, gioisci per la tua fantasia e ricordati che per noi è impossibile capire il progetto divino, il Creatore ha creato un mondo rigorosamente ateo, noi possiamo cercare di capire qualche cosa se vuoi, aiutandoci con i Testi Sacri, che comunque non ci promettono nulla se non il piacere dello studio e l’illusione di fare da interpreti» «Grazie Aqiva, questa notte riposerò più serenamente, a domani». Mi ha risposto Lodovico ed è sparito nella sua stanza.

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