giovedì 31 dicembre 2009

lunedì 28 dicembre 2009

Edward Rasmussen il coltivatore di semi


Flavius Smucciantis ovvero l’ira sul Forum Magnumrai II

Il Senatore si alzò dal suo scranno e urlò «Non vi accorgete che lentamente ci stanno togliendo le voci più intelligenti! Ad esempio al posto del Condor, che sapeva volare in alto, ci saranno dei piccioni storditi e  dall’Altro Lato, dove era possibile ascoltare esperienze nuove, ci saranno solo galline starnazzanti e musica decadente. Hanno iniziato da qui, perché non fa molto rumore, ma continueranno togliendo sottili fili di libertà e intelligenza a favore dell’ignoranza» si voltò e uscì alla luce del sole facendo svolazzare come aquile nel vento le due strisce rosse della tunica.

mercoledì 23 dicembre 2009

Natale lungo le sponde del Lago dei Mille Sospiri


Il Cavaliere si fermò sulla sponda del Lago dei Mille Sospiri. Il lago era ghiacciato da secoli, il freddo della taiga non amava il movimento dell’acqua, ma sotto lo spesso ghiaccio, leggera si muoveva la corrente. La leggenda racconta che nelle sue profondità dorme il Drago che Nuota. Sono solo leggende, mille sospiri nel vento, voci di anime ataviche, le sole che hanno visto sorgere la Principessa Libertà e poi l’hanno vista sparire oltre le stelle, nel sogno dei Guerrieri della Tavola Rotonda.
La slitta del Cavaliere era immobile, i suoi amici cani fermi, tutti con il muso proteso in avanti ad annusare l’aria gelida. Angelo era di fianco al suo amico, quell’uomo strano che aveva scelto il gelo della solitudine per cercare il Sacro Graal. Laggiù oltre il ghiaccio, oltre l’acqua del Lago dei Mille Sospiri, oltre il Drago addormentato sul fondo dello specchio d'acqua, laggiù sulla Terra stava per arrivare l’ennesimo identico Natale. Il Drago si destò e guardò oltre, laggiù più in basso, il suo sguardo sorpassò l’infinito di stelle. Comete argentee sfrecciavano dinanzi ai suoi occhi, comete confuse che non sapevano dove andare, milioni di scie perse, dimenticate e poi vide le prosperose città illuminate da luci e il buio dei villaggi. Vide l’Africa oscurata dal dolore, dal pianto dei bambini affamati e la disperazione delle madri senza latte in seno. Il Drago avrebbe voluto uscire, frantumare il coperchio di ghiaccio che lo teneva imprigionato. Guardò in alto e vide l’impotenza dell’Ultimo dei Cavalieri della Tavola Rotonda, cercò di soffiare la sua fiamma, ma il suo cuore era ghiacciato da quando la Principessa Libertà l’aveva abbandonato. Si sollevò in piedi, nuotò sino ad arrivare vicino alla lastra di ghiaccio e guardò negli occhi quel piccolo uomo con il suo cane e gli disse «combatti Guerriero, combatti!» poi ritornò sul fondo del lago. La Fata delle fate, guardò quella scena dall’alto, volando leggera sopra la testa del Cavaliere e lasciò cadere una lacrima sul capo del combattente. La lacrima si trasformò in un simbolo d’argento che scese come un diadema e si fermò sulla giubba del guerriero all’altezza del cuore. Angelo guardò l’uomo immobile e urlò la sua disapprovazione al Mondo. La Fata allungò la sua mano e accarezzò cane e guerriero, poi volo via verso il Cespuglio del suo amato Merlino.


Foto di Edward Rasmussen

lunedì 21 dicembre 2009

A Milano muore un bambino di sei anni improvvisamente!

Il titolo del Corriere è: Muore bimbo, psicosi meningite. Anche l'articolo prosegue sullo stesso tono, chi vuole può andare a leggere l’articolo cliccando: http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/09_dicembre_21/bimbo-muore-meningite-1602185857054.shtml

E’ morto un bambino di sei anni in poche ore, questa è la notizia! Che cosa centra questo titolo, qualsiasi genitore sarebbe addolorato e terrorizzato.

Aqiva, che in questi giorni è mio ospite e che ha una bambina di sei anni, è saltato sulla seggiola leggendo il modo con cui è stata comunicata la notizia sul sito del Corriere della Sera. 

Piuttosto pensiamo ai genitori, al loro dolore, tutti dovremmo unirci idealmente a loro, altro che psicosi! 

Bushmills Black Bush

Il mio amico Lodovico è stanco. Doveva scrivere l’intervista a Gigi Zazzeri, il batterista dei Noi e non l’ha fatto. Doveva scrivere l’intervista a due dei componenti degli SDBB e non l’ha fatta, Doveva scrivere un altro episodio del Cavaliere della Slitta e non l’ha fatto. Così l’altro giorno sono saltato sul primo aereo in partenza da Parigi e sono atterrato a Milano.
Il sorriso che Lodovico mi ha regalato, quando ha aperto la porta di casa, non lo dimenticherò mai più, questi sono i segni di una vera amicizia. Non ci siamo detti molto, ci siamo abbracciati, ci siamo seduti in soggiorno e siamo restati in silenzio per qualche minuto, poi Lodovico ha rotto il silenzio «grazie di essere venuto, penso d’essere in un momento di passaggio e non riesco a pensare ad altro. Sai, l’uomo non invecchia come una foglia, ma piuttosto come la pianta. Gli anni passano esteriormente ma la sua struttura interna rimane giovane. Ad esempio le linee più interne del mio volto sono quelle dei miei vent’anni, i miei occhi hanno la stessa freschezza, le mie idee sono frizzanti, è l’aspetto che faccio fatica a riconoscere. Come per un albero anche per noi le stagioni si ripetono seguendo il loro ritmo, ma il tronco diventa sempre più rigido e ricurvo, sempre più adatto alla fiamma del fuoco e meno alla ricerca della libertà. Quello che avviene intorno a noi ci ripugna sempre di più, siamo sempre meno liberi a cambiare e sempre meno disponibili a perdonare, alla fine anche i nostri tratti più interni invecchiano e a volte muoiono prima ancora del nostro corpo. Il tempo incide sulla Speranza e resta la sconfitta. La parola “vecchio” è un vocabolo non corretto e gli anni sono relativi, entrambi esprimono concetti inventati dagli uomini per limitare la Storia. Un ragazzo di vent’anni e un uomo di sessanta hanno la stessa Speranza nella vita. La loro speranza è di cambiare la Storia, entrambi muoiono quando questa Speranza viene a mancare e poco importa se il loro corpo continua a vivere. L’eternità della nostra vita, il “Paradiso” si trova in un pensiero laterale alla Storia ed è sulla Terra» «e quelli che non si sono mai posti questo problema?» gli ho domandato «sono semplicemente vissuti» mi ha risposto «esattamente come dei germogli! Vuoi un bicchiere di Bushmills Black Bush? È ottimo me l’ha consigliato Colin, il batterista degli SDBB». Senza aspettare la mia risposta, che comunque sarebbe stata affermativa! Si è alzato ed è scomparso nel corridoio, dopo pochi minuti è tornato con due bicchieri e la bottiglia del pregiato irish whiskey.
Abbiamo continuato a chiacchierare sino a notte inoltrata, ma senza toccare l’argomento che ho riportato, però prima di augurarci la buona notte, mi sono ricordato delle parole di un mio maestro e ho detto al mio amico «Ritrova la Speranza, gioisci per la tua fantasia e ricordati che per noi è impossibile capire il progetto divino, il Creatore ha creato un mondo rigorosamente ateo, noi possiamo cercare di capire qualche cosa se vuoi, aiutandoci con i Testi Sacri, che comunque non ci promettono nulla se non il piacere dello studio e l’illusione di fare da interpreti» «Grazie Aqiva, questa notte riposerò più serenamente, a domani». Mi ha risposto Lodovico ed è sparito nella sua stanza.

martedì 15 dicembre 2009

Il lupo e l'agnellino

Il Senatore si sedette sconfortato e guardò Roma pensando «la follia ferisce e nel frattempo offre lame per incidere e confondere la realtà. Il folle si muove senza fini, l’equilibrio però è sconvolto, ma se un lupo vuole divorare l’agnellino e mentre corre è investito e ferito da un cavallo imbizzarrito, rimane comunque il lupo che è».
Si alzò e il vento sollevò la sua bianca tunica, le strisce rosse svolazzarono come bandiere nel vento e la sua bocca sussurrò «la democrazia non può vivere senza verità e la verità è nel mezzo di ogni pensiero, per questo nessuno la vede. Così a volte si perde la democrazia e il lupo sazia la sua fame».

lunedì 14 dicembre 2009

Breve assolo dell'Ultimo dei Noi

Il 13 dicembre ho assistito a Milano al concerto, che la Swimming Dragons Blues Band ha dato, in occasione della Festa del Drago che Nuota.
Avevo con me la mia vecchia ma fedele macchina da presa e ho ripreso qualche cosa. Certo le qualità video e audio sono quelle che sono, ma credo che il breve assolo dell’Ultimo dei Noi, sia da non perdere.
L’Ultimo dei Noi è Carlo Angelo Tosi, il bassista della sopra menzionata famosa e mai dimenticata band milanese, così mi piace chiamarlo, da quando Daniele Ravenna si è ritirato, momentaneamente, a vita privata. L’assolo dura solo pochi secondi, come tutte le cose più belle.
Altrettanto bravi sono stati gli altri componenti della band, che come sempre si sono distinti per le loro sorprendenti personalità e capacità, indimenticabili le straordinarie interpretazioni di Anna Beretta, voce solista della band e l’armonica di Marco Venanzi. E come sempre, Milano c’è a voi scoprirla!

giovedì 10 dicembre 2009

Un giorno dopo l'altro


Passava un giorno, passava l’altro ma il Senatore restava di cattivo umore, neanche la vista di Roma dal suo terrazzo riusciva a cambiare la sua disposizione d’animo.
Quando si alzò dal suo scranno, tutti lo guardarono, i capelli erano ritti sulla sua testa. Era visivamente fuori dalla divina grazia, anche Giove se ne accorse e ripose i suoi strali.
Il Senatore disse «…quei due sembrano Gianni e Pinotto, hanno messo in piedi un teatrino, dove anche il gatto e la volpe fanno la figura dei c………. Noi intanto stiamo a guardare la Democrazia trasformarsi in qualche cosa di diverso, che non si può confondere nemmeno con la dittatura». Detto questo, girò su stesso e come Cesare si coprì il capo con la candida tunica e le strisce rosse sventolarono a lato delle sue orecchie.

venerdì 4 dicembre 2009

La conchiglia






Il guerriero era stanco di guidare la sua slitta. Quel mondo stava diventando sempre più freddo. Ogni giorno che passava, la calotta di ghiaccio diventava più spessa.
L’ultimo cavaliere della Tavola Rotonda avrebbe voluto cedere la sua spada, lo scudo e l’armatura a un cavaliere più giovane ma nulla c’era in quel mondo oltre i suoi cani e il nemico in agguato.
Guardò in alto in cerca di qualche fata, nulla. S’inginocchiò e guardò oltre il ghiaccio e vide il mare che brillava argenteo colpito dai raggi del sole, seguì la corrente e il suo sguardo arrivò a una spiaggia, era inverno laggiù e vide la fata Aurora con i capelli biondi spettinati dal vento che correva nell’acqua gelida ridendo di gioia. Un gabbiano mandò il suo stridulo verso e scese in picchiata dietro di lei. La fata si fermò e si chinò a raccogliere una conchiglia, guardò in alto, cercò e poi vide, lassù oltre il pensabile, il guerriero. Allora la fata lanciò con delicatezza verso il cielo quel piccolo guscio. La conchiglia forò le nuvole, viaggiò tra le stelle, piroettò su se stessa, attraverso un buco nero, viaggiò a una velocità tale che non era possibile vederla, ma il Cavaliere della Slitta la sentiva salire, un sottile canto arrivava e diceva “My mama done tol’ me, when I was in kneepants. My mama done tol’ me , Son. A woman’ll sweet talk, and give ya the big eye. But when the sweet talkin’s done”.
Ormai la conchiglia era vicina e il Cavaliere poteva vederla brillare, si alzò in piedi e unì le sue mani per accoglierla. La conchiglia traforò il ghiaccio, volò in alto, si fermò sospesa e poi lentamente scese come un piccolo paracadute nelle sue mani.