lunedì 30 novembre 2009

Willy DeVille Hey Joe 1995


Purtroppo Willy ci ha lasciati, è partito per il futuro da New York, il 6 Agosto 2009 e così abbiamo perso un altro grande musicista. Questa è, secondo me, la più bella reinterpretazione dell'ormai universale e mitico brano "Hey Joe".

domenica 29 novembre 2009

Dave's 20th anniversary concert at the Dragon's Pub. Le note pulite di Dave Electric. Semplicemente suonare.

In un’ora e mezzo sono arrivato a Crevacuore, il navigatore mi è stato d’aiuto.
Posteggio l’auto e scendo nel piazzale del Dragon’s Pub, mi guardo intorno, non ci sono molte auto, ma è presto, sono le ventidue e quaranta, la nottata è appena iniziata. Rimango un attimo a respirare l’aria pulita, respiro due o tre volte, la temperatura è mite, però la mia allergia agli acari indica che prima di mattina pioverà.
Entro nel locale, è un bel Pub e la mia allergia si calma, solo il profumo della buona birra ha questo potere. Sul palco sono allineati in buon ordine gli amplificatori con le loro “lucine” accese e gli strumenti sono appoggiatiti ai loro stand. Mi siedo e subito una simpatica cameriera, con il sorriso sulle labbra, mi chiede se desidero qualche cosa, «una birra che altro!» le rispondo ridendo.  Una birra bionda, fresca, con tanta schiuma bianca.
Il pub inizia a riempirsi, i giovani di Crevacuore arrivano, bella gente, gente che conosce il sapore della birra, del blues e del rock and roll. Penso tra me e me, «questi ragazzi devono avere dei genitori in gamba!». Proprio così, a conferma di quello che avevo scritto in uno dei miei articoli: “Tutti i mille e novecento abitanti di Crevacuore sono patiti della musica rock”.
Il tempo passa, sono le ventitre e quaranta, mi guardo vedo pochi milanesi -i cittadini di Milano si riconoscono subito, è come se avessero un emblema stampato sulla fronte, li puoi riconoscere ovunque nel mondo - poi, con grande sorpresa, vedo seduti ad un tavolino, proprio di fronte al palco, due persone che non mi sarei mai aspettato di vedere. Colin Jamieson e Carlo Angelo Tosi, batterista e bassista degli SDBB (o SDB a secondo i casi) sono a Crevacuore, incredibile!  Li guardo bene, sono proprio loro, i loro visi portano i segni della stanchezza, infatti, ieri sera li ho visti suonare fino a tardi nel noto locale di Milano “Budineria”. Fantastico la serata promette bene. Finalmente arriva Dave Electric con la sua band. Carlo Angelo Tosi si alza e lo abbraccia, poi capisco che presenta al mitico musicista, l’amico Colin. Fantastico, peccato che non abbia con me nessun photo reporter e nessuna macchina fotografica. Vi bastino le mie parole!
Dave e i suoi Downtown salgono sul palco e iniziano subito a suonare.  Indubbiamente i Downtown sono un gruppo ben oliato, il sound è preciso, la base ritmica forte, chiara e potente, ma senza togliere niente agli altri componendi della band di Dave, tra tutti si distingue il batterista. Questo ragazzo è dentro la musica!
Ascolto circa una trentina di brani, Dave Electric ne interpreta tre o quattro, mi esalto ad ascoltarlo. La sua voce è limpida pulita, fresca e giovane. Un vero piacere per il mio soul, anche i suoi assoli di chitarra sono particolari, la mano vola leggere, le note sono fresche, mobili, così chiare che si distinguono tra loro. Ogni tanto, con un gesto caratteristico solleva leggermente la sua chitarra, come se si volesse alleggerire del peso sul ventre, come se volesse farla volare. Sono incantato, Dave mi ricorda il mitico Jim Douval. Venire a Crevacuore è stata una bellissima idea, una splendida serata. Vorrei sentire di più la voce di Dave Electric, ma Milano mi aspetta. Dave Electric è un musicista che vale mille viaggi e mille serate, anche per ascoltare solo tre brani. Mi spiace per quei milanesi stanziali, appesantiti dalla crisi, ma soprattutto per  la loro scarsa fantasia che si sono persi una serata come questa!
Una cosa posso scrivere anche questa volta. La scrivo ricordando i volti dello scozzese Colin Jamieson, dei milanesi Dave Electric, Carlo Angelo Tosi e della band dei Downtown. Milano c’è, a voi cercarla!

Un’ultima cosa,  uscendo dal pub sono riuscito a carpire un’intervista al batterista e al bassista degli SDBB e quindi cari patiti della musica a presto! 


La foto di Dave Electric è stata fatta con il cellulare al buio, è quel che è.

giovedì 26 novembre 2009

L'Ignoranza di Roma

Il Senatore pensò, guardando la città dalla sua terrazza «Certo che sarebbe un bello smacco, se dopo aver sopportato tanta ignoranza a Roma, non ci fosse nemmeno l’Olimpo!» e chinò lo sguardo sul pezzettino di banda rossa che stringeva nella mano.

Christine Lakeland

Questa è la mia amica Christine che esegue insieme a J.J. Cale uno dei suoi brani. Christine fa parte della band di Cale. Grazie Christine!

mercoledì 25 novembre 2009

Gli SD(B)B ballano danze scozzesi!





Questa è una foto eccezionale scattata da uno dei miei reporter a due dei famosi SDBB (The Swimming Dragon Blues Band), i due personaggi con le rispettive mogli hanno partecipato alla rinomata cena chiamata "St. Andrew’s Night Dinner Dance", che si è svolta il 21 novembre a Milano. Colin Jamieson, scozzese e batterista della famosa band, ha ballato e suonato danze della sua amata terra, mentre il bassista, Carlo Angelo Tosi si è divertito a guardarlo saltellare, bevendo dell’ottimo whiskey Glen Chinking.





Guardando la foto, terza da sinistra, Silvia con il marito Colin Jamieson accanto Donatella e Carlo Angelo Tosi.



La band degli SDBB sarà in concerto a Milano a La Budineria, via Chiesa Rossa 53, Milano. 9:00PM Friday, November 27th.


domenica 22 novembre 2009

Che cosa facevano tre dei “Noi” alla Mostra di Fred Iltis?


Pubblichiamo la foto che vede tre dei “Noi” insieme a un loro amico, di cui poco sappiamo. Certamente non si tratta del grande lead singer della band, Alberto Signorini. La redazione sta indagando e presto v’informeremo.
Il primo a sinistra è Daniele Ravenna, in mezzo Gigi Zazzeri e a destra, con il braccio sulle spalle dello sconosciuto, Carlo Angelo Tosi.
Girano voci che i tre famosi musicisti milanesi stiano pensando di riunirsi per un concerto. Per i giovani e più vecchi fans sarebbe un regalo indimenticabile!  

venerdì 20 novembre 2009

Abbassiamo l'età pensionabile e cacciamoli via!

Il Senatore cercava di trattenersi pensando a quello che gli avrebbe detto la sua saggia moglie, ma proprio non ci riusciva.  Il pensiero del numero di amici che ogni giorno, con la scusa della crisi, andava a ingrossare la schiera di disoccupati o mai occupati lo opprimeva. Cercò di trattenersi, poi si alzò e disse tranquillo ma con un’energia ritrovata «anziani, alcuni decrepiti tengono in scacco questo paese. Alcuni si tingono i capelli con la pece o con impacchi di camomilla. Ridicoli come pupazzi e agghindati come marionette pretendono di continuare comandare. Molti di loro lasceranno pagine bianche dietro di loro e solo ricchezze eccessive. Pur di conservare il loro stato tagliano le teste di quelli che hanno capacità, figli da mantenere e un futuro da costruire. Senza pietà e senza futuro se non la fossa di fronte a loro, con superbia e tracotanza, continuano per la loro via indiscutibilmente in discesa. Un odore terribile si espande per le vie di questa città, tanto forte da inebriare il popolo, che confuso e ubriaco non vede più la realtà. Chi saliva urlante, chi si faceva capo popolo e indicava il cambiamento, dov’è oggi? Forse tra le fila dei traditori? Sicuramente! Pochi sono quelli che hanno continuato a crederci con la sapienza di chi sa cambiare.
Abbassiamo l’età pensionabile per questi incanutiti, troppo ricchi e incapaci di costruire un futuro per quelli che verranno dopo di loro, costringiamoli a lasciare la città, mandiamoli in vacanza a Creta o forse anche più in là, oltre le Colonne d’Ercole. Perché questa è Roma oggi e non ci piace!» Le bande rosse sembrarono incendiare il semicerchio mentre il Senatore usciva dall’aula facendo svolazzare la sua tunica bianca.

giovedì 19 novembre 2009

La Mostra di Fred Iltis.wmv

ll 17 novembre si è svolta l’inaugurazione della Mostra dedicata al fotografo Fred Iltis. E’ stata una prima assoluta mondiale voluta, studiata e realizzata da due suoi amici, Daniele Ravenna e Felix Humm. Della Mostra hanno parlato molti importanti media italiani, come Il Corriere della Sera, La Repubblica e Radio Popolare. L’affluenza di visitatori è stata considerevole e anche in questi giorni sono molte le persone che si sono recate alla Libreria Azalai, luogo che ospita la mostra. Ho realizzato questo video il giorno dopo, così da offrire a tutti quelli che leggono il blog, la possibilità di avere una “piccola” impressione di come e dove le foto di Fred si sono finalmente aperte al pubblico. Spero che questo mio modesto sforzo sia gradito a tutti gli amici che stanno seguendo il mio lavoro che faccio e dedico con passione all’amico, ormai scomparso, di Daniele e Felix. Grazie ragazzi, così si fa!

giovedì 12 novembre 2009

Augusto Maestri, la Signorina Quattrini e la moviola all’aglio


Il personaggio nella foto è Re Royal, uno dei tanti ideati da Augusto Maestri, l'altra immagine è una moviola Prevost.
Il cartone animato di Re Royal fu utilizzato per la campagna dell’omonimo Budino Royal e fu realizzato dalla casa di produzione di Bruno Bozzetto, però quella che voglio raccontare oggi è un’altra storia.
Augusto era uno di quei pubblicitari che non esistono più, un “pioniere” dell’advertising italiano.
La pubblicità per lui era da fare e basta, senza crearsi tanti problemi e voli pindarici, ma pensando solo alla soluzione. Le strategie? Quali, come, cosa? Lasciamole agli americani! Lavorare con lui era da un lato un divertimento e dall’altro una vera impresa. Infatti, dietro la sua maschera sorniona si nascondeva un personaggio molto complesso, duro, difficile e sicuramente egocentrico. Tutti gli account che hanno lavorato con lui lo possono testimoniare. Alcuni di loro sono usciti mal conci e ancor di più i creativi. Ho conosciuto un account che non si è mai più ripreso! Eppure mi parlava di lui con affetto e con grande emozione. Mi ha raccontato molti aneddoti divertenti, come quello che vi voglio raccontare.
Erano i tempi della grande, unica, inimitabile e imbattibile McCann-Erickson. Infatti, tutti gli anni, l’agenzia cresceva un po’, rimanendo così sempre ai vertici della classifica italiana e in seguito anche di quella europea. Per questo tutti gli anni erano da festeggiare e i dipendenti erano premiati con oggetti fantastici e viaggi premio in tutta Europa. Cose da non credere e che probabilmente sarà difficile vedere ancora. La McCann, com’era chiamata da tutti, era così, la prima agenzia pubblicitaria in Italia a livello di budget gestito, ma anche a livello di qualità professionale. La sua sede era in Via Meravigli, in centro a Milano ed è dalla McCann che sono usciti molti validi account e creativi ed era lì che operava Augusto Maestri.
Un giorno un cliente curato da Augusto chiese una modifica al montaggio di uno spot pubblicitario. La responsabile della pubblicità del cliente si chiamava Signorina Quattrini, era una persona molto distinta e molto attenta agli aspetti formali, proprio tutto il contrario di Augusto Maestri.
Dovete sapere che il primo passo per apportare delle modifiche a uno spot pubblicitario, cioè prima di cambiare un filmato già girato, montato e a volte già “on air”, era presentare le modifiche da apportare sotto forma di story board.
Lo story board è una tavola con dei disegni uno di seguito all’altro che dovrebbero descrivere lo svolgimento dello spot. Con questa tavola in mano, di solito gli account, oggi più spesso i creativi, vanno a raccontare al cliente l’idea per un nuovo spot o per le eventuali modifiche di uno già esistente. Quando il cliente approva, è possibile procedere alla produzione. Augusto tutto questo lo saltava a piè pari e andava direttamente in moviola! E’ esattamente quello che avvenne quando la Signorina Quattrini chiese delle modifiche a uno spot per la Camomilla Montania. Quel giorno Augusto disse al suo account (il mio amico), mentre il suo fox terrier a pelo liscio, gli saltava intorno. Già anche un cane un po’ nevrotico girò per un certo periodo negli studi dell’agenzia Universal McCann. Gli disse «Prenda la copia lavoro (1) che andiamo in moviola (2) con la Signorina Quattrini e “la” mettiamo a posto. Prima però andiamo a mangiarci qualche cosa nella solita trattoria».
Erano giusto le 12.30 e i due pubblicitari uscirono, salirono su un’Opel Corsa e si diressero verso la casa di produzione cinematografica.
Come deciso si fermarono in una trattoriaccia che non esiste più. Una trattoria dove si mangiavano cose molto pesanti, e bere vino “al coltello”, questa è la definizione del mio amico per descrivere un barbera molto, ma molto corposo. Un nettare così spesso che era difficile da deglutire e che lasciava delle macchie indelebili sulla parte superiore delle labbra.
La fermata in trattoria era per Augusto una fase preparatoria, con quel cibo e con quel vino avrebbe fatto le migliori modifiche possibili! Infine, uno sfilatino d’aglio era l’indispensabile conclusione del lauto pasto e cioè uno spiedino con dieci spicchi d’aglio leggermente abbrustoliti alla brace.
Il mio amico cercava di trattenersi, in particolare con il vino, ma era sempre un’impresa difficile. Comunque i due, con il rosso del vino sulle labbra, si alzarono e ripresero la via per la moviola.
La Signorina Quattrini nel suo tailleur scuro li aspettava alla reception della casa di produzione. Era già in fibrillo. Infatti, Augusto e il suo fido account erano in ritardo di cinque minuti, questo per lei era inammissibile. L’account si precipitò a scusarsi con la cliente. Quello era uno di quei momenti, ed erano parecchi, in cui il mio amico si pentiva di aver scelto quel lavoro e avrebbe voluto arruolarsi nella Legione Straniera. Comunque i tre accompagnati dal montaggista, entrarono nel locale, dove si trovava la moviola. Il locale era di ridottissime dimensioni, la moviola occupava tutta la superficie e i tre non avevano lo spazio per girarsi, uno solo poteva stare seduto e questo posto ovviamente fu offerto alla cliente.
Il montaggista mise, pellicola e nastro sulla macchina, a quel punto Augusto disse nel suo toscano più strisciante e autoritario «bene, ora lei può andare. Ci penso io» e senza aspettare iniziò a far ruotare i nastri, video e audio, avanti e indietro muovendo le due manopole della moviola. Clang…clung…fsiiiiii, la pellicola sfrigolava nei denti delle guide che la trascinavano, le scene volavano sul piccolo video che i tre guardavano, mentre il nastro audio mandava il caratteristico suono di quando era spinto ad alta velocità. Un ultimo clang delle manopole e fu silenzio. Gli astanti videro nel piccolo schermo il primo fotogramma della scena da tagliare. «….si taglia qui e si…..» disse Augusto Maestri e la moviola ripartì, swishhhhfisss swishhhhfisss swishhhhfisss ……pappppapaperaraquauauuauuqqqqqqqppp. «Aspetti Augusto, non è proprio così, mi faccia vedere il filmato dall’inizio, la prego!» chiese gentilmente e leggermente angosciata, la Signorina Quattrini «macché…macché…lo so io cosa si deve fare, mi lasci lavorare!» disse Augusto, continuando a maneggiare le due manopole della moviola, avanti e indietro. Il mio amico guardava il video e non riusciva a vedere nulla, esattamente come la cliente che aveva sempre più uno sguardo allibito e disperato, seppur abituata a queste scene. La stanzetta intanto si stava riempiendo dell’odore intenso d’aglio. Via di nuovo con le manopole, il nastro sembrava spezzarsi mentre il povero account pensava «….ora si spacca e non ho preso una copia in più. Dio aiutami altrimenti sono morto» mentre lui pensava a questo possibile dramma, la Signorina Quattrini stava febbrilmente scrivendo sul retro di un suo biglietto da visita, che subito passò all’angosciato account. Nel biglietto era scritto “La prego faccia qualche cosa, fermi Maestri, la prego”.
Entrambi sapevano che questo era impossibile. Tutte le volte tra loro passava questo scambio, fatto di sguardi e bigliettini. Lei scriveva un messaggio, lui cercava di risolvere la situazione, gli occhi a palla di Augusto lo fulminavano, lui guardava la cliente, lei guardava lui e via così. In quel caso il rischio per la Signorina Quattrini era alto, il rischio era l’alitata. Tutti e tre sapevano che sarebbe successo, non sarebbe stata la prima, ne l’ultima volta, ma quel giorno erano in uno sgabuzzino e il “colpo d’aria” sarebbe stato tremendo.
La Signorina Quattrini appoggiò gentilmente la sua mano su quella tozza di Augusto Maestri «La prego si fermi, non tagli nel punto sbagliato, la prego!» La punta del naso del grande pubblicitario da rosso, quale solitamente era, diventò paonazzo, gli occhi uscirono dalle orbite, le guance si gonfiarono e disse «cheeee…?» e sull’ultimo “e” uscì un soffio profondo all’essenza d’aglio. La Signorina Quattrini, che si era alzata in piedi, si sedette di botto, tramortita, ormai in silenzio.

Zac, un colpo di taglierina, swishhhhfisss, moviola avanti tutta, blong, moviola ferma, zac, un secondo colpo di taglierina e il nuovo montaggio era pronto. Un montaggio all’aglio in piena regola, senza aiuto di creativi, registi, montaggisti, tecnici audio e qual dir si voglia. Lo spot così sistemato andò in onda per molti e molti anni ancora. In quella stanzetta, oggi, non c’è più la moviola Prevost, ma l’odore dell’aglio sì.



 (1)la copia lavoro è composta da una pellicola dove sono impresse le immagini e un nastro audio dove sono registrati suoni e voci.


(2) in questo caso si tratta di una moviola Prevost, niente di computerizzato o di elettronico. La moviola Prevost è (non so quanto sia utilizzata ancora) un “tavolo” in ferro con un video, diverse rotelle di acciaio, spazi dove s’infilano le bobine (vedi immagine), nel nostro caso la moviola era più antica e davanti aveva due manopole dalle quali si comandava l'arrotolamento, avanti o indietro, dei nastri.

mercoledì 11 novembre 2009

La statua

«Già che ci siamo» disse il Senatore, rosso in volto, l'aria era irrespirabile «abbattiamo la statua della dea Giustizia e al posto dei tribunali costruiamo il più possibile, magari anche dei ponti, qui e là, come ci capita!» poi tornò al suo scranno asciugandosi il sudore con le bande rosse della tunica e si sedette.

martedì 10 novembre 2009

Un grillo, una farfalla e una cicala. Stefano Bollani Trio, la primavera del Jazz



Ieri sera sono stato al concerto dello “Stefano Bollani Trio” al Teatro Dal Verme di Milano. Stefano Bollani, Jesper Bodilsen e Morten Lund sono stati eccellenti. Ho letto che Jesper Bodilsen al contrabbasso e Morter Lund alla batteria, sono considerati “la più compatta sezione ritmica della loro generazione nell’ambito del jazz danese”, ma direi che ieri sera, oltre ad una sezione ritmica dinamica e innovativa, ho ascoltato tre grandi solisti, il concerto è stato un dialogo equilibrato tra le bacchette “farfalla” di Lung, le deliziose scale "mormorate" di Bodilsen e il piano “saltellante” di Bollani. Grande jazz, giovane, fresco, dinamico che ha avuto un tocco in più in due brani, con la partecipazione a sorpresa della tromba “senatoriale” del grande Rava.  Grazie Stefano Bollani!

domenica 8 novembre 2009

A proposito di parte

Il Senatore si alzò e domandò «cosa vuol dire……è di parte?» nessuno rispose perché erano tutti da una parte. Il Senatore proseguì «…e allora!? Ve lo dico io: quella parte che non parte tu la cerchi da ogni parte, ma a proposito di parte, ma la parte dove sta?» lo guardarono cercando di capire il ragionamento, riprese e terminò «non è mia, è di Renato, Renato Rascel, non male è?» si sedette mentre le due strisce rosse della tunica finivano tra le sue cosce.

mercoledì 4 novembre 2009

Messer Galvano



Il medico più ammalato del paziente ascoltava, ma la sua mente era altrove in un magico pittogramma, le sue labbra si muovevano silenziose ricordando a memoria ciò che la mente aveva letto «la vittoria sul sesso femminile rappresenta l’adempimento del compito della vita, e come tale è rappresentata. Il fatto che l’eroe maschio abbia compreso il principio femminile (altero e contrario alla civiltà), riconoscendolo e sottomettendosi alle sue caratteristiche intrinseche, significa in lui una riconciliazione e un’unione di opposti; e ciò sfocia nella sua liberazione da ogni unilateralità, come da tutte le paure e da tutti i desideri che da essa conseguono. La vittoria consiste nell’aver accesso alla completezza della coscienza umana, nella conquista di una maturità che mantiene in equilibrio i termini di vita-morte, maschio-femmina, e gli altri contrari che spezzano in due il nostro comune modo di esprimere e sperimentare quell’unica realtà che è la vita»* «Mi ascolta Dottore?» chiese il paziente e il pittogramma di Messer Galvano nel Chateau Merveil scomparve.

*Tratto da Messer Galvano e il Cavaliere Verde. Vedi H. Zimmer “Il re e il cadavere. Storie della vittoria dell’anima sul male” Adelphi.

martedì 3 novembre 2009

Guardie negre

Ancora una volta il Senatore balzò in piedi dopo aver sentito gli sproloqui e le cattiverie di un rappresentante degli insubri e disse emozionato «Vi siete accorti che nei grandi magazzini le guardie spesso sono dei ragazzi negri vestiti elegantemente? Questo mi rende molto contento perché penso: se loro hanno trovato un lavoro di così grande responsabilità, qualche cosa è cambiata! Il Paese ha raggiunto la sua maturità!
Mi sbaglio vero? Quando gli stessi ragazzi si vedono per le strade a vendere paccottiglia o sulle carrette del mare è un’altra cosa!» e tornò a sedersi sul suo scranno schiacciando sotto il sedere le strisce rosse della tunica.

Dave Electric e i Downtown, ecco tutta la verità!

Ecco tutta la verità! Così come ricevo, pubblico.

Sabato 28 novembre sono con i Downtown a Crevacuore (Biella), al Dragon's Pub.

Detengo, per quel locale, un record. Sono l'unico ad averci suonato fin dal 1990,

anno in cui ha aperto. Era il 23 novembre.

 Il 28 festeggiamo quindi vent'anni di concerti al Dragon's Pub!

Per arrivarci da Milano (1 ora e 15') prendere la Milano-Torino, uscire a Gravellona poi uscire a Romagnano Sesia e andare a sinistra direzione Varallo.

Continuare dritto per una ventina di km fino al bivio per Crevacuore. Imboccarlo (a sinistra) e dopo una breve galleria si sbuca quasi davanti al Dragon's.

Dave Electric

I mille e novecento patiti di Dave Electric



Il mio amico Dave Electric sarà in concerto a Crevacuore il 28 novembre.
Dove diavolo è questo posto, vi domanderete, dimostrando così la vostra scarsa cultura musicale.
Crevacuore è un comune piemontese con poco meno di mille novecento abitanti e confina con le province di Vercelli e di Biella.
A questo punto vi domanderete ancora, comprovando così, per la seconda volta, i vostri “vuoti” musicali, ma perché Dave va a suonare proprio lì? Oh bella, non lo sapete?!
Tutti i mille e novecento abitanti di Crevacuore sono patiti della musica rock e se non potete crederci, non vi rimane che prendere l'auto e andarlo a verificare di persona. Attenzione però dovete andare il 28 Novembre alle 22.30, che vi costa? L'entrata al Dragon's Pub è libera! Mi raccomando arrivate presto altrimenti non riuscirete a entrare!


lunedì 2 novembre 2009

Le bande rosse di una vela nel vento

Il Senatore si alzò in piedi, la sua tunica con le bande rosse svolazzò come una vela nel vento e disse con voce sicura «Sono un senatore e i senatori devono poter dire la loro in questo paese dove la mediocrità trionfa, il peggio è che non ho parole per il peggio!» e tornò a sedersi sul suo scranno.