giovedì 6 agosto 2009

Il Cavaliere della Slitta, Re Artù e Thomas Green


«Chi sostiene che Re Artù non è mai esistito, si sbaglia. Caro Professor Thomas Green, Re Artù vive eterno e per sempre nel cuore dei suoi Cavalieri. Le Fate raccontano le sue imprese, gli gnomi, alti ed eterei, imparano a tirare con l’arco seguendo il suo magico manuale. I Maghi studiano il suo pensiero. I Maestri d’Armi insegnano quello da lui tramandato. L’ultimo dei Cavalieri della Tavola Rotonda racconta alle stelle le sue storie. Re Artù è nel cuore di tutte le fanciulle e i fanciulli che sanno sognare e nella fantasia degli uomini e delle donne dall’animo puro. Per loro è facile scorgerlo camminare nei boschi intorno al Castello di Camelot mentre discorre con il fido Lancillotto, Ginevra li segue poco discosta, soave e limpida come l’acqua di un fiume. A volte la ricerca della verità offusca la mente» così disse il Cavaliere della Slitta, inginocchiato, guardando in basso, oltre la lente del ghiaccio eterno. Angelo delicatamente con la sua bocca prese Excalibur e la portò al suo amico. Il Cavaliere la afferrò deciso, la alzò verso il gelido cielo, la spada s’illuminò e subito l’aria si riempì di canti. In alto Niniane distese il suo mantello e da tutti i punti cardinali giunsero le Fate, gli Gnomi sottili, i Maghi e tutti gli Esseri che Tutto Sanno. La Terrà tremò quando arrivò la schiera eterna dei Cavalieri della Tavola Rotonda e davanti a loro Ivano. Merlino dal suo cespuglio sorrise sereno e per un attimo tutte le nuvole d’odio sparirono dalla Terra. Poi tutto tornò come prima, il Cavaliere ripose la sua spada, spinse la sua slitta che con un balzo partì rapida trainata dai suoi dodici amici. «Addio Professor Green» urlò l’uomo della Slitta. Le affusolate mani di Niniane lo accarezzarono sulla testa e come il vento il veicolo dei ghiacci sparì nel blu della notte.

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