venerdì 17 luglio 2009

Un sorriso nascosto



Molti anni prima. Anni che si perdono nel passato, prima di arrivare nel ghiaccio della taiga, il Cavaliere della Slitta era stato a Cuba. A Cuba, all'Avana si era fermato per molto tempo e li aveva conosciuto Lino. I due si trovavano la sera, quando il sole non era più alto e si raccontavano i loro pensieri. A volte si fermavano a bere, Lino solo un bicchiere d’acqua o una limonata e il Cavaliere un Rhum. Il Cavaliere era tormentato da pensieri turbolenti, non gli piaceva come andavano le cose nel mondo. Lino pensava più a se stesso, cercava di capire. A volte era triste, allora prendeva la sua macchina fotografica e liberava così la vera essenza della sua anima. Con lo strumento tra le mani era libero e nessuno lo poteva fermare. Quel giorno si era alzato di colpo e si era diretto con passo sicuro verso una scuola. Il Cavaliere era ammirato, i suoi tormentati pensieri si quietavano guardando l’amico e pensava tra se «E’ un mago! Libera dettagli che sfuggono alla percezione, le sue foto parlano, raccontano storie fantastiche, narrano la realtà del mondo, ma soprattutto scoprono la delicatezza. La vita è un fiore splendido, i cui colori si perdono nei nostri occhi e ci confondono, tanto che non riusciamo più a vederla. Questo è il motivo che spinge l’uomo verso la via sbagliata, la strada dell’odio e del dolore, la disfatta» allungò la mano verso il tozzo bicchiere e lo portò alla bocca, sentì il liquido bruciargli la gola e sospirò. In quel momento Lino scattò la foto del bambino. «Questa è Cuba, questa è la giusta prospettiva per guardare il mondo» pensò, si alzò e si avviò verso l’amico, gli diede un colpetto in segno di saluto sulla spalla, si calcò il panama sulla testa e si allontanò verso il sole calante. Lino lo guardò allontanarsi e si sentì vivo, libero e felice.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

DELLO SCATTO MI COLPI' SUBITO IL BRONCIO DEL BAMBINO E LA LACRIMA TRATTENUTA. MI DETTE L'IDEA CHE STESSE LOTTANDO, PER NON FERIRSI L'ORGOGLIO DI "DURO", PER TRATTENERE LE LACRIME FORSE FRUTTO DI UNA SGRIDATA O DI UNA LITE. I GRAFFI SUL BRACCIO E SULLA FRONTE QUALCOSA DICONO. SONO LE PAROLE SCRITTE SUL FOGLIO DELLA VITA DI CHI VUOL CRESCERE E DIVENIRE UOMO.
DI TUTTI GLI SCATTI CHE HO FATTO A CUBA QUESTO É QUELLO CHE MI PIACE DI PIU', INFATTI L'HO SCELTO PER SFONDO AL DESKTOP. GRAZIE DI AVERLO PUBBLICATO PER PRIMO.
LINO

Lodovico Valentini Perugia ha detto...

Dietro la sgridata, il Cavaliere vide il sorriso profondo, la gioia del un bimbo gratificato da un segno di interesse, quello di un uomo dolce venuto da lontano con il suo terzo occhio, quello digitale. «Grazie Lino» disse il Cavaliere dando il colpetto di saluto sulla spalla dell'amico.