mercoledì 15 luglio 2009

Milano c'è! A voi cercarla.



Tempo fa avevo scritto un articoletto sulla band milanese dei “The Noi”. Ebbene recentemente sono stato invitato a una festa organizzata dalla Camera di Commercio Inglese e li, dopo tanti anni, ho incontrato due dei componenti di questa indimenticabile band, anzi tre. Mi sono avvicinato incerto a quello che mi sembrava Carlo Angelo Tosi, il bassista dell’antica band e gli ho chiesto se fosse proprio lui. Si era lui, proprio lui! A fianco di Carlo Angelo, con un enorme cappello di paglia sedeva Daniele Ravenna. I due amici non hanno mai smesso di suonare, ma sino a poco tempo fa si sono esibiti raramente e in ambienti ricercati ed esclusivi. «La band ha cambiato nome da anni, esattamente da quando Alberto Signorini e Gigi Zazzeri decisero di lasciare il gruppo» incalzandoli con domande i due personaggi mi hanno raccontato qualche cosa di più, «in realtà anche noi due ci siamo dedicati ad altre iniziative e attività. L’idea di rincominciare a suonare è venuta, qualche anno fa, al quinto dei Noi, l’anima segreta del gruppo, il nostro amico e produttore Marco Venanzi» «…ma certo!» pensai tra me e voltandomi lo vidi seduto all’altro capo del tavolo «La band oggi si chiama “SDBB”, che significa “Swimming Dragon Blues Band”, è il nome che le ha dato Marco» proseguirono i due intercalandosi a vicenda «in realtà a noi il nome poco interessa. Anche quello che avevamo “Noi” era stato un ripiego, non sapevamo proprio darcene uno nuovo. Infatti, quello originale era Koala, ma quando scoprimmo l’esistenza di una band con lo stesso nome dovemmo decidere di cambiarlo in velocità. A quei tempi le band nascevano come funghi e sparivano altrettanto rapidamente. Che, chi, i Quelli, The Who, cosa, come….questo sì. Questo no!
Infondo pensammo noi siamo noi e allora perché non chiamarci semplicemente “Noi”. L’articolo variava dall’italiano all’inglese, "I Noi", "The Noi", più spesso "Noi" e basta. Non ci importava molto» «Ho visto che avete dei nuovi componenti, alcuni…. se posso permettermi…..più giovani» «Si certo oltre a Marco che è venuto allo scoperto, ma non si può dire giovane! E’ con noi Anna Beretta. Senza di lei smetteremmo di esibirci e forse anche di suonare. Anna è una lead-singer fantastica, indimenticabile, la sua voce entra nell’anima. Con lei abbiamo ritrovato un Alberto Signorini al femminile, ci abbiamo guadagnato no…….? Poi c’è Giannella Forno alle tastiere, Giannella è cilena ed è la delicatezza fatta persona. Lei crea l’atmosfera solo con la sua presenza a cui aggiunge armonie leggere, ma la vera nuova energia del gruppo è Colin Jamieson il nostro batterista. E’ lui che ci ha tirato fuori dalla cantina, dove suonavamo esclusivamente per pochi amici e appassionati. Colin è scozzese e rinvigorisce il nostro suono regalandoci sprazzi di cultura musicale anglosassone. Infine c’è il personaggio che ha sostituito Marco, insomma il sesto SDBB, l’”eminenza”, il “maestro”, il nostro produttore di cui dichiariamo solo il nome, Salvatore». Detto questo, i due si sono alzati, mi hanno stretto con calore la mano e si sono allontanati nel buio, oltre i loro strumenti abbandonati sul palco. E’ stata per me una serata indimenticabile, avevo ascoltato della buona musica e avevo incontrato due mitici personaggi della Milano underground, questa città, che tra le pieghe dei suoi vicoli più belli, dentro le case più nascoste, oltre portoni che difendono giardini velati, è una città più ricca di quello che sembra. Infatti, dentro questa città spremuta è possibile incontrare artisti di un tempo e giovani musicisti che conoscono i sentieri della musica blues, jazz e rock. Energia pura per le nostre anime. Milano c’è! A voi cercarla.

2 commenti:

Lodovico Valentini Perugia ha detto...

Pubblico questo breve testo lasciato nella mia buca delle lettere. ssono orgoglioso di quanto è scritto.

Bravo Lodovico, dal tuo fortuito incontro con la SDBB band è scaturita questa esclusiva intervista, che molti ti invidieranno anche negli anni a venire...

Fonti ufficiose della English Chamber of Commerce hanno fatto trapelare la notizia che sei riuscito a battere di un soffio la efficientissima e bene informata rivista "Rolling Stone".

Daniele Ravenna

Anonimo ha detto...

bellissimo pezzo. questo è giornalismo "puro". siamo nell'olimpo della cronaca: laddove si tocca la poesia con un dito!!