domenica 26 luglio 2009

Juppiter Jovis un siamese nel futuro


«Chi non ha vissuto con un individuo definito animale, non può capire cosa significa la sua perdita. E' la scomparsa di un inestimabile valore che spesso neanche un amico può darti. Un rapporto fatto di carezze, fusa, salti e ululati ed anche graffi e morsi, ma soprattutto di silenzi e sguardi profondi. Vero Angelo» chiese il Cavaliere. Il cane lo guardò inclinando il suo collo e un luccichio, simile a una lacrima brillò nel suo occhio destro e subito dopo il suo ululato di dolore spezzò il silenzio dei ghiacci illuminato dalla luna. Il Cavaliere si alzò in piedi e lanciò il suo urlo di dolore verso la stella più alta, quella stella che nessun umano può vedere. Era un urlo terribile di rabbia sovrumana, gli altri undici cani si alzarono e tutti insieme lanciarono il loro urlo di dolore. Un grande raggio di luce spezzo l’oscurità di quel cielo ghiacciato e aveva la formo e i colori di un gatto siamese, era lo spirito infinito di Juppiter Jovis che abbandonava la terra in cerca dell’infinità. Dietro quella scia luminosa restava l’immenso dolore di tre umani che oltre lo spessore di ghiaccio l’avevano perso per sempre. Il Cavaliere si accasciò sopra il ghiaccio e pianse tutte le lacrime che aveva, poi si rialzò estrasse Excalibur e la alzò verso l’alto, verso l’oscurità e urlò nuovamente il suo dolore in direzione del futuro. La spada s’illuminò e la luce di Juppiter si fermò, si voltò verso quell’urlo. Qualche cosa simile a un sorriso illuminò il cielo e una pioggia di stelle scintillanti e calde scese lentamente fluttuando coprendo con la sua luce e il suo calore, il Cavaliere e i suoi dodici amici. Poi con un guizzo scintillante Juppiter sparì nel futuro.
Quella notte tutte le Fate, i Maghi, gli Gnomi e tutti gli esseri che tutto sapevano vegliarono. Il Cavaliere ripose la sua spada, legò i suoi amici ai finimenti, Angelo si mise al suo posto senza aiuto, come sempre. Una spinta, un salto dei pattini e la slitta scivolò sgretolando la crosta di ghiaccio. Niniane sorrise e fece scivolare il suo mantello leggero come vento di tramontana sopra di loro e la slitta sparì nell'oscurità.
La foto di Juppiter è stata scattata da una grande fotografa in erba Alessandra Tosi (6 anni), è la foto del suo gattino che l'ha accolta in casa per primo e che le si metteva di fianco per guarirla, quando aveva la febbre e ora..........., ma questa è un'altra storia.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

SOLO CHI LI POSSIEDE O LI HA POSSEDUTI PUÓ CERTAMENTE CONVENIRE CHE L'AMORE CHE UN AMICO FEDELE TI DONA É FORZA E NON DEBOLEZZA. CON L'AMORE CHE TI DONA GRATUITAMENTE L'IMPOSSIBILE DIVENTA POSSIBILE, LA SUA GENEROSITA' DA' SIGNIFICATO ALLA VITA.
IN QUESTO MOMENTO BISOGNA CREDERE CIECAMENTE CHE L'OSTACOLO CHE TI FA CADERE É QUELLO A CUI TI APPOGGI PER RIALZARTI.
GRANDE JUPPY CI MANCHERAI.
LINO

Lodovico Valentini Perugia ha detto...

Nell mia cassetta delle lettere ho trovato questo messaggio che pubblico:

Juppiter Jovis un siamese nel futuro: E' vero io l'ho provato, perdere un animale e' come perdere un pezzettino del proprio cuore, questa storia e' bellissima, piena di sensibilita', arriva diretta al cuore.

Aurora

Jeanluc ha detto...

Bellissimo! Che altro posso aggiungere, se non il fatto che in casa abbiamo 3 gatti? Capisco cosa vuol dire e so che l' affetto che ti danno gli animali è sincero e puro.
Ciao Juppiter!