martedì 28 luglio 2009

Juppiter Jovis il gatto guaritore


Tanti anni fa, forse secoli o forse solo secondi - il tempo è un’invenzione dell’uomo - il Cavaliere fu colpito in battaglia, un combattimento con le forze del male, che si annidano oggi come allora, nello spazio più profondo, in una dimensione che è dentro e fuori, in alto e in basso, sotto e sopra. Il Cavaliere della Slitta non sapeva neanche di combattere, tutto avveniva nel silenzio della sua vita, ma la ferita fu così profonda e indelebile che chi ha la fortuna di incontrarlo oggi, nel gelo della taiga, lo può vedere zoppicare. I suoi amici, un uomo e una donna dall’animo gentile lo trovarono su una spiaggia di un’isola bellissima. Le onde del mare avevano il colore dell’alabastro e accarezzavano delicatamente i piedi del Cavaliere. Il guerriero, che nulla sapeva, aveva una profonda ferita in testa, invisibile al suo fianco aspettava l’Ombra. L’uomo e la donna, un principe e una principessa che erano in visita di quell’isola, erano appena scesi dalla loro nave. I due erano umani, ma avevano un animo simile a quello delle fate, così lo raccolsero e lo distesero su una delle amache del loro vascello. Poi si allontanarono lasciando il compito di guarirlo al loro siamese, Juppiter Jovis il gatto guaritore. Il veliero sciolse le sue bianche vele e scivolò su quel mare incantato. Il Cavaliere restò con loro per molto tempo. Un giorno riaprì gli occhi e si accorse che vicino a lui stava accucciato tra le coltri, uno splendido siamese che lo guardava intensamente negli occhi. Era come se un raggio passasse attraverso quello sguardo e lo colpisse nel centro del cervello, sentì la gamba sinistra pesante, troppo pesante e uno sfrigolio, un formicolio continuo la percorreva dall’anca fino al piede «la gamba, ho male alla gamba!» disse. Il gatto si alzò, si stirò e senza smettere di guardarlo si sdraiò sulla sua gamba sinistra. Il disturbo si quietò e il guerriero si addormentò. Pochi possono crederci, ma fu proprio così. Juppiter Jovis aveva vissuto i primi mesi di vita in un ospedale e aveva compreso il significato profondo del dolore, era diventato un gatto guaritore. Niniane sapeva tutto questo e vegliava su quella meravigliosa creatura dall’intelligenza e dalla sensibilità superiori, il suo mantello di stelle era sempre riflesso negli occhi del nobile Juppiter, figlio di Jovis il re celeste dei gatti siamesi. Noi che abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo possiamo raccontare tante cose di lui e lo faremo perché la sua memoria non sia perduta.

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