venerdì 31 luglio 2009

Kate Bush - The Sensual World

Il Cavaliere si fermò ad ascoltare una voce fatata.

Suona il Silenzio per un Uomo Vero

Intorno è quiete, tutto tace. L'intensità tocca le corde del silenzio e ogni nota parla di un grande affetto che non finirà mai. Il suono si espande, va oltre il cielo visibile, oltre l’oscurità, entra nel futuro e non abbandonerà mai l’uomo che viaggia con autorità, eleganza e sapienza nello spazio infinito della conoscenza. Questo ricorderò di te.

martedì 28 luglio 2009

Juppiter Jovis il gatto guaritore


Tanti anni fa, forse secoli o forse solo secondi - il tempo è un’invenzione dell’uomo - il Cavaliere fu colpito in battaglia, un combattimento con le forze del male, che si annidano oggi come allora, nello spazio più profondo, in una dimensione che è dentro e fuori, in alto e in basso, sotto e sopra. Il Cavaliere della Slitta non sapeva neanche di combattere, tutto avveniva nel silenzio della sua vita, ma la ferita fu così profonda e indelebile che chi ha la fortuna di incontrarlo oggi, nel gelo della taiga, lo può vedere zoppicare. I suoi amici, un uomo e una donna dall’animo gentile lo trovarono su una spiaggia di un’isola bellissima. Le onde del mare avevano il colore dell’alabastro e accarezzavano delicatamente i piedi del Cavaliere. Il guerriero, che nulla sapeva, aveva una profonda ferita in testa, invisibile al suo fianco aspettava l’Ombra. L’uomo e la donna, un principe e una principessa che erano in visita di quell’isola, erano appena scesi dalla loro nave. I due erano umani, ma avevano un animo simile a quello delle fate, così lo raccolsero e lo distesero su una delle amache del loro vascello. Poi si allontanarono lasciando il compito di guarirlo al loro siamese, Juppiter Jovis il gatto guaritore. Il veliero sciolse le sue bianche vele e scivolò su quel mare incantato. Il Cavaliere restò con loro per molto tempo. Un giorno riaprì gli occhi e si accorse che vicino a lui stava accucciato tra le coltri, uno splendido siamese che lo guardava intensamente negli occhi. Era come se un raggio passasse attraverso quello sguardo e lo colpisse nel centro del cervello, sentì la gamba sinistra pesante, troppo pesante e uno sfrigolio, un formicolio continuo la percorreva dall’anca fino al piede «la gamba, ho male alla gamba!» disse. Il gatto si alzò, si stirò e senza smettere di guardarlo si sdraiò sulla sua gamba sinistra. Il disturbo si quietò e il guerriero si addormentò. Pochi possono crederci, ma fu proprio così. Juppiter Jovis aveva vissuto i primi mesi di vita in un ospedale e aveva compreso il significato profondo del dolore, era diventato un gatto guaritore. Niniane sapeva tutto questo e vegliava su quella meravigliosa creatura dall’intelligenza e dalla sensibilità superiori, il suo mantello di stelle era sempre riflesso negli occhi del nobile Juppiter, figlio di Jovis il re celeste dei gatti siamesi. Noi che abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo possiamo raccontare tante cose di lui e lo faremo perché la sua memoria non sia perduta.

domenica 26 luglio 2009

Juppiter Jovis un siamese nel futuro


«Chi non ha vissuto con un individuo definito animale, non può capire cosa significa la sua perdita. E' la scomparsa di un inestimabile valore che spesso neanche un amico può darti. Un rapporto fatto di carezze, fusa, salti e ululati ed anche graffi e morsi, ma soprattutto di silenzi e sguardi profondi. Vero Angelo» chiese il Cavaliere. Il cane lo guardò inclinando il suo collo e un luccichio, simile a una lacrima brillò nel suo occhio destro e subito dopo il suo ululato di dolore spezzò il silenzio dei ghiacci illuminato dalla luna. Il Cavaliere si alzò in piedi e lanciò il suo urlo di dolore verso la stella più alta, quella stella che nessun umano può vedere. Era un urlo terribile di rabbia sovrumana, gli altri undici cani si alzarono e tutti insieme lanciarono il loro urlo di dolore. Un grande raggio di luce spezzo l’oscurità di quel cielo ghiacciato e aveva la formo e i colori di un gatto siamese, era lo spirito infinito di Juppiter Jovis che abbandonava la terra in cerca dell’infinità. Dietro quella scia luminosa restava l’immenso dolore di tre umani che oltre lo spessore di ghiaccio l’avevano perso per sempre. Il Cavaliere si accasciò sopra il ghiaccio e pianse tutte le lacrime che aveva, poi si rialzò estrasse Excalibur e la alzò verso l’alto, verso l’oscurità e urlò nuovamente il suo dolore in direzione del futuro. La spada s’illuminò e la luce di Juppiter si fermò, si voltò verso quell’urlo. Qualche cosa simile a un sorriso illuminò il cielo e una pioggia di stelle scintillanti e calde scese lentamente fluttuando coprendo con la sua luce e il suo calore, il Cavaliere e i suoi dodici amici. Poi con un guizzo scintillante Juppiter sparì nel futuro.
Quella notte tutte le Fate, i Maghi, gli Gnomi e tutti gli esseri che tutto sapevano vegliarono. Il Cavaliere ripose la sua spada, legò i suoi amici ai finimenti, Angelo si mise al suo posto senza aiuto, come sempre. Una spinta, un salto dei pattini e la slitta scivolò sgretolando la crosta di ghiaccio. Niniane sorrise e fece scivolare il suo mantello leggero come vento di tramontana sopra di loro e la slitta sparì nell'oscurità.
La foto di Juppiter è stata scattata da una grande fotografa in erba Alessandra Tosi (6 anni), è la foto del suo gattino che l'ha accolta in casa per primo e che le si metteva di fianco per guarirla, quando aveva la febbre e ora..........., ma questa è un'altra storia.

mercoledì 22 luglio 2009

La musica particolare di Jeff Buckley



Questa è musica molto particolare, prima di acquistare il cd è meglio ascoltarlo. In ogni caso Jeff Scott Buckley è un autore e un interprete che abbiamo perso troppo presto. C’è del dolore nelle sue melodie e nella sua voce, per questo la sua musica non è ascoltabile da tutti, ma chi può ascoltarla proverà grandi emozioni. L’acqua è l’ultimo elemento che ha accolto Jeff e forse per questo la sua voce ha il sapore e l’odore dell’acqua di un fiume. Bravi anche i musicisti che hanno suonato con lui e che sono riusciti a entrare in sintonia con la musica di questo grande musicista.

martedì 21 luglio 2009

Ai miei amici che suonano

La materia del cuore è instabile come l’argilla e si modella con la musica, qualunque musica, purché venga dallo spirito. Lo spirito conosce la musica non ha bisogno di studiarla, apprenderla e provarla. La musica, qualunque essa sia fa parte dello spirito. Il musicista si, deve studiarla, apprenderla e provarla, ma quando lo spirito sente nervosismo nell’aria, qualunque tipo di tensione sia, che arrivi da vicino o da lontano, dal presente o dal passato, perde la musica.
Allora le mani del musicista si piegano sullo strumento, la voce manca, e le orecchie non sentono più nulla. Il musicista suona e sente solo il suo suono ma è solo uno stridulo assolo. La sostanza dello spirito si trova ascoltando gli altri, evitando di giudicarli e dando agli altri la vostra musica, senza con questo pensare che sia la migliore. Questo vale più di qualsiasi prova e più di qualsiasi maestro.
Ed infine, ricordate che l’inizio di un brano musicale è già la sua fine, in mezzo c’è la musica, cioè lo spirito.

Il video è stato realizzato dall'amico di Lodovico, Lino.

domenica 19 luglio 2009

Un sogno rimasto ad un muro




E adesso dove vai? Cammino, ho sempre camminato, non è un problema. Ogni giorno è uguale, solo questo muro è ancora colorato. Forse lo colorano ogni giorno, non pensi? Perché a voi non colorano ogni giorno qualche cosa? Cammino e vado lontano con i miei sogni. Venceremos!

venerdì 17 luglio 2009

Un sorriso nascosto



Molti anni prima. Anni che si perdono nel passato, prima di arrivare nel ghiaccio della taiga, il Cavaliere della Slitta era stato a Cuba. A Cuba, all'Avana si era fermato per molto tempo e li aveva conosciuto Lino. I due si trovavano la sera, quando il sole non era più alto e si raccontavano i loro pensieri. A volte si fermavano a bere, Lino solo un bicchiere d’acqua o una limonata e il Cavaliere un Rhum. Il Cavaliere era tormentato da pensieri turbolenti, non gli piaceva come andavano le cose nel mondo. Lino pensava più a se stesso, cercava di capire. A volte era triste, allora prendeva la sua macchina fotografica e liberava così la vera essenza della sua anima. Con lo strumento tra le mani era libero e nessuno lo poteva fermare. Quel giorno si era alzato di colpo e si era diretto con passo sicuro verso una scuola. Il Cavaliere era ammirato, i suoi tormentati pensieri si quietavano guardando l’amico e pensava tra se «E’ un mago! Libera dettagli che sfuggono alla percezione, le sue foto parlano, raccontano storie fantastiche, narrano la realtà del mondo, ma soprattutto scoprono la delicatezza. La vita è un fiore splendido, i cui colori si perdono nei nostri occhi e ci confondono, tanto che non riusciamo più a vederla. Questo è il motivo che spinge l’uomo verso la via sbagliata, la strada dell’odio e del dolore, la disfatta» allungò la mano verso il tozzo bicchiere e lo portò alla bocca, sentì il liquido bruciargli la gola e sospirò. In quel momento Lino scattò la foto del bambino. «Questa è Cuba, questa è la giusta prospettiva per guardare il mondo» pensò, si alzò e si avviò verso l’amico, gli diede un colpetto in segno di saluto sulla spalla, si calcò il panama sulla testa e si allontanò verso il sole calante. Lino lo guardò allontanarsi e si sentì vivo, libero e felice.

The Healer

Doctor Marco Venanazi, alias The Healer, famoso chitarrista, arrangiatore, compositore e produttore. Negli anni Settanta è stato produttore di diversi gruppi di musica alternativa, world e blues, il più famose dei quali fu The Noi. Insieme a Carlo Angelo Tosi ha composto molte hit di questa mitica formazione.

giovedì 16 luglio 2009

I mitici The Noi


Daniele Ravenna (in piedi) e Carlo Angelo Tosi, conversano a Villa Singer con Lodovico. Tra i due Kiki Enrico Brenna, mitica componenete della band di "musica gestuale" The Carpinchos e moglie di Daniele Ravenna.
Tutte le foto legate all'articolo, sono state relizzate da Donatella Cungi, intrepida foto reporter milanese.

mercoledì 15 luglio 2009

I nuovi componenti della SDBB


Anna, Colin e Giannella alle spalle della lead singer

Milano c'è! A voi cercarla.



Tempo fa avevo scritto un articoletto sulla band milanese dei “The Noi”. Ebbene recentemente sono stato invitato a una festa organizzata dalla Camera di Commercio Inglese e li, dopo tanti anni, ho incontrato due dei componenti di questa indimenticabile band, anzi tre. Mi sono avvicinato incerto a quello che mi sembrava Carlo Angelo Tosi, il bassista dell’antica band e gli ho chiesto se fosse proprio lui. Si era lui, proprio lui! A fianco di Carlo Angelo, con un enorme cappello di paglia sedeva Daniele Ravenna. I due amici non hanno mai smesso di suonare, ma sino a poco tempo fa si sono esibiti raramente e in ambienti ricercati ed esclusivi. «La band ha cambiato nome da anni, esattamente da quando Alberto Signorini e Gigi Zazzeri decisero di lasciare il gruppo» incalzandoli con domande i due personaggi mi hanno raccontato qualche cosa di più, «in realtà anche noi due ci siamo dedicati ad altre iniziative e attività. L’idea di rincominciare a suonare è venuta, qualche anno fa, al quinto dei Noi, l’anima segreta del gruppo, il nostro amico e produttore Marco Venanzi» «…ma certo!» pensai tra me e voltandomi lo vidi seduto all’altro capo del tavolo «La band oggi si chiama “SDBB”, che significa “Swimming Dragon Blues Band”, è il nome che le ha dato Marco» proseguirono i due intercalandosi a vicenda «in realtà a noi il nome poco interessa. Anche quello che avevamo “Noi” era stato un ripiego, non sapevamo proprio darcene uno nuovo. Infatti, quello originale era Koala, ma quando scoprimmo l’esistenza di una band con lo stesso nome dovemmo decidere di cambiarlo in velocità. A quei tempi le band nascevano come funghi e sparivano altrettanto rapidamente. Che, chi, i Quelli, The Who, cosa, come….questo sì. Questo no!
Infondo pensammo noi siamo noi e allora perché non chiamarci semplicemente “Noi”. L’articolo variava dall’italiano all’inglese, "I Noi", "The Noi", più spesso "Noi" e basta. Non ci importava molto» «Ho visto che avete dei nuovi componenti, alcuni…. se posso permettermi…..più giovani» «Si certo oltre a Marco che è venuto allo scoperto, ma non si può dire giovane! E’ con noi Anna Beretta. Senza di lei smetteremmo di esibirci e forse anche di suonare. Anna è una lead-singer fantastica, indimenticabile, la sua voce entra nell’anima. Con lei abbiamo ritrovato un Alberto Signorini al femminile, ci abbiamo guadagnato no…….? Poi c’è Giannella Forno alle tastiere, Giannella è cilena ed è la delicatezza fatta persona. Lei crea l’atmosfera solo con la sua presenza a cui aggiunge armonie leggere, ma la vera nuova energia del gruppo è Colin Jamieson il nostro batterista. E’ lui che ci ha tirato fuori dalla cantina, dove suonavamo esclusivamente per pochi amici e appassionati. Colin è scozzese e rinvigorisce il nostro suono regalandoci sprazzi di cultura musicale anglosassone. Infine c’è il personaggio che ha sostituito Marco, insomma il sesto SDBB, l’”eminenza”, il “maestro”, il nostro produttore di cui dichiariamo solo il nome, Salvatore». Detto questo, i due si sono alzati, mi hanno stretto con calore la mano e si sono allontanati nel buio, oltre i loro strumenti abbandonati sul palco. E’ stata per me una serata indimenticabile, avevo ascoltato della buona musica e avevo incontrato due mitici personaggi della Milano underground, questa città, che tra le pieghe dei suoi vicoli più belli, dentro le case più nascoste, oltre portoni che difendono giardini velati, è una città più ricca di quello che sembra. Infatti, dentro questa città spremuta è possibile incontrare artisti di un tempo e giovani musicisti che conoscono i sentieri della musica blues, jazz e rock. Energia pura per le nostre anime. Milano c’è! A voi cercarla.

venerdì 10 luglio 2009

Runner beans and Nick Lowe

Have you had the pleasure of preparing runner beans or string beans - however you like to call them - whilst listening to some good music.
Well I'd like you to try. We are nowadays so used to buying frozen beans which have already been topped and tailed and are ready to cook. But fresh are beans are completely different, especially if you have prepared them with your own hands and experienced the wonderful smell directly. Take your time, put the Nick Lowe cd on, and slowly, and very precisely, start work. When you have finished, put the beans onto boil and then eat them together with a smattering of Tuscan olive oil, a pinch of salt and a drop of vinegar. Lovely music and infinite pleasure. Long live life!

giovedì 9 luglio 2009

Carmencita, Cuba e Lino

Lino ha girato questo piccolo ritratto di Carmencita. Chi è? E’ una musicista cubana, forse qualche cosa di più, è il ritratto di un mondo che, probabilmente, ricorderà solo il cielo cubano. Lino non se l’è fatta scappare ed ecco che mi scrive «ti avevo raccontato di Carmen! Eccola a Cienfuegos che suona e canta per me». Cuba è qualche cosa di più delle idee pre-costruite, digerite. Cuba non è solo Castro, ma molto di più. Bisogna aprire la mente, prestare attenzione alle cose, lasciarsi prendere dall’essenza dell’umanità cercando di dimenticare quel filo d’odio dettato dalla paura e dall’estraneo che tutti ci percorre e cogliere i particolari. Questo piccolo filmato è un capolavoro. Viva Cuba.

Il tempo si è fermato, nessuno ha più costruito nulla, nessuno ha demolito nulla e la scalinata è rimasta quella di un tempo, anche le note sono consumate come i tasti del pianoforte. Colonne e cristalli, una porta da saloon dai vetri smerigliati. La luce è soffusa e il caldo rallenta in questo passato. Il mio sguardo passa dalle labbra della cantante al suo copricapo dorato e poi ritorna in basso, sfiora il suo decolté sfiorito e si sofferma sulle sue mani scure che si appoggiano noncuranti sulla tastiera bruna. Ho perso l’immagine del Che e sono rimasto impigliato tra l’enorme bigiotteria che scivola al polso della pianista e mi lascio trascinare dall’enorme anello che la mano staccandosi dal pianoforte fa velocemente girare. Mi ritrovo nel passato vestito con un abito di lino bianco e un panama che appoggio sul bordo del piano. Carmen mi lancia un bacio, ora è bella, e le rispondo con un sorriso.


Oye: tu che dices que mi patria no es tan linda Oye: tu che dices que lo nuestro ciel no est tan bello: yo te invito a que buscues per el mundootro ciel tan azul como mi cielo.Una luna tan brillante como aquella que se pierde en la dulcura de la cãna….

martedì 7 luglio 2009

I fagiolini e Nick Lowe

Avete mai assaporato il piacere di pulire dei fagiolini o cornetti - come più vi piace chiamarli - ascoltando un buon “disco”, ebbene v’invito a provare. Ormai siamo abituati a prenderli surgelati, già puliti e pronti da cucinare, ma i fagiolini freschi sono un’altra cosa, soprattutto se li pulite con le vostre mani assaporandone il profumo. Prendetevi il tempo, mettete sul “piatto” il cd di Nick Lowe e lentamente, con precisione iniziate il lavoro. Quando avrete finito mettete i fagiolini a bollire e infine gustateveli condendoli con un po’ d’olio toscano, un pizzico di sale e una goccia di aceto. Che musica e che piacere infinito. Viva la vita!

lunedì 6 luglio 2009

Un Suspiro.......

La grande cantante cubana Omara Portuondo e l’altrettanto grande cantante brasiliana Maria Bethânia, entrambe conosciute dagli estimatori della buona musica, insieme in questo imperdibile cd, che Lino mi ha segnalato e regalato. Omara ha ottenuto il successo con l’album e il film Buena Vista Social Club, entrambi nati da un’idea di Ry Cooder che, oltre ad essere uno dei migliori chitarristi al mondo, ha il grande merito di aver proposto artisti nascosti dall’Isola incantevole di Cuba, come appunto Omara.
Maria Bethânia è la più grande cantante Brasiliana contemporanea, sorella di Caetano Veloso; insieme a lui, ha il grande merito di tenere alto il piacere di ascoltare la musica sud americana in generale.

I Cooder e Lowe a Milano in un video un po' così!

Nick Lowe - People Change

Già! Nick Lowe oggi.