giovedì 28 maggio 2009

In risposta a una lettera di Dario Franceschini

Gentilissimo Dario Franceschini, grazie per la Sua lettera cui idealmente rispondo.
Mi spiace iniziare scrivendo del Signor Silvio Berlusconi, ma purtroppo il confronto politico sta ruotando intorno alle sue vicende private, che ritengo poco interessanti in tutti i sensi. Infatti, è poco interessante discutere dei suoi comportamenti più o meno educati. Al contrario, sono convinto che meno si parli del Signor Berlusconi, di sua moglie, dei suoi figli e di tutto le banalità che circondano la sua “aurea” e meglio sarebbe. Questo il Partito Democratico non l’ha fatto e lo ritengo un errore strategico e tattico. Non è seguendo questa via che si può tentare di aiutare questa democrazie, sicuramente in difficoltà, anzi!
Ogni volta che si parla del Signor Berlusconi, gli si fa una cortesia, gli si offre l’opportunità di farsi notare, di costruire un nuovo sistema per vendere il suo prodotto.
Quello che personalmente m’interessa sono le prospettive che un partito si dà. Le prospettive dovrebbero essere fatte di sogni realizzabili, L’Europa è più che un sogno è il futuro, in questo futuro l’Italia è una provincia che deve diventare positiva e attiva. Per far questo la gente di questa provincia deve imparare a dialogare e a comprendere i valori della vita in comune. La vita in comune è fatta soprattutto di sacrifici. E’ con i sacrifici che si costruisce il benessere di tutti. Chi inizia a insegnare tutto questo? Ho contribuito alla nascita del Partito Democratico perché avevo un sogno e Le assicuro che continuerò a sognare e a battermi per i valori della vita in comune.

Cordiali saluti.

Lodovico Valentini Perugia

Zoe la fata

Angelo si bloccò di colpo, la slitta fece un balzo e per poco il Cavaliere non cadde a terra. Il cane lanciò un urlo di dolore che fece staccare una crosta di ghiaccio da un pendio, poi abbassò la testa e lacrime grandi uscirono dai suoi occhi. Il suo cuore aveva sentito che la sua amica Zoe aveva lasciato la terra e aveva iniziato il suo viaggio nel futuro. Zoe era una bellissima cagnolina e lui l’aveva tanto amata. Zoe era una fata e Angelo sapeva che ora avrebbe volato sopra di lui guidandolo verso la meta. Alzò la testa, si voltò a guardare il Cavaliere che nel silenzio aveva capito il dolore del suo amico. Si guardarono intensamente e tra i loro occhi Zoe spiccò un balzo di felicità e volo in alto oltre le stelle, oltre il cielo, nel futuro dove l’amore trionfa su tutto. Niniane guardò in alto e poi vide ripartire la slitta come un lampo, veloce come non l’aveva mai vista correre.

giovedì 21 maggio 2009

Fiori Oscuri check sound improvisation

Non dormire!

La luna era alta nel cielo, i suoi crateri si riflettevano sul ghiaccio della taiga che ormai non conosceva le antiche estati secche del passato. La slitta correva veloce, il Cavaliere imbracciava il suo scudo d’argento che stava diventando sempre più fluorescente. Un sonno irresistibile pesava sulle sue palpebre. Angelo lo sapeva e con cadenza irregolare dava degli strattoni alla slitta che rimbalzava sul terreno, oppure lui e i suoi amici abbaiavano così forte che per tutta l’umanità sarebbe stato impossibile restare sveglia. «Fosse possibile!» pensava il Cavaliere riscuotendosi dal suo torpore. Il mago Clobazam nella sua piccola sfera di ghiaccio cercava di sconfiggere l’ultimo dei Cavalieri della Tavola Rotonda. Ruotava intorno alla testa del Cavaliere a una velocità inimmaginabile, sviluppando un’azione chimica dirompente, micidiale. Angelo sapeva che doveva correre sempre più veloce, sapeva che loro avrebbero dovuto aspettare la congiunzione per quattro giorni. In alto, sopra la luce della luna e il buio della notte, tra il passato e il futuro, volava dolcemente la Fata delle fate, Niniane colei che tutti amano e non sanno amare, colei che con il suo amore aveva imprigionato nella felicità assoluta il Mago dei maghi, Merlino. Niniane raccontò una storia al Cavaliere, che iniziava così «A Capodanno, dopo che l’anno vecchio si fu avviato al suo letto di morte e la vita, superata la sua notte più lunga, cominciava a districarsi dalla stretta della morte invernale, nell’intervallo tra le feste di Natale e l’Epifania, quando fantasmi e spettri dovrebbero starsene lontani, il Cavaliere Verde fece la sua inattesa apparizione alla corte di Re Artù……» Ma questa è un’altra storia. Solo i Cavalieri della Tavola Rotonda la possono ascoltare. La slitta fece un sobbalzo e il Cavaliere si svegliò, Angelo abbaiò e l’urlo degli altri cani fu così alto, forte, intenso che anche la luna rimbalzò!

giovedì 14 maggio 2009

Il mago Clobazam

«Il mago Clobazam si nasconde dentro un piccolissimo nucleo ghiacciato. Clobazam è un mago pericoloso perché addormenta le tue facoltà intellettive ed emotive» Niniane si era seduta sulla slitta del Cavaliere e gli stava parlando dei pericoli che avrebbe incontrato dopo la battaglia del raggio azzurro. La bellezza di Niniane è inimmaginabile per gli esseri umani. Il Cavaliere per poterla guardare aveva indossato i suoi occhiali da ghiacciaio. Le lenti scure gli permettevano di guardarla negli occhi e così si stava perdendo in una sensazione di abbandono, era come se l’acqua del mare l’avesse preso tra le sue braccia, l’azzurro era intenso, liquido, solido, fresco, mobile e immobile. La sensazione era come quella che può avere un bambino nel torpore della febbre tra le braccia della mamma. Il mago Clobazam era già entrato nella mente del Cavaliere, lo sapeva, ma in quel momento il problema per lui non aveva nessuna importanza. Clobazam non avrebbe mai potuto guardare negli occhi Niniane, e per questo motivo lui, il Cavaliere della Slitta, l’uomo del ghiaccio l’avrebbe scovato e con il suo scudo vittorioso l’avrebbe sconfitto. Niniane si alzò e lievemente si allontanò verso il tramonto. Il Cavaliere si addormentò appoggiato alla schiena di Angelo senza accorgersene.

domenica 10 maggio 2009

La fata del foglio senza angolo


L'elmo dei guerrieri del raggio azzurro


La Principessa Aurora

Il Cavaliere accucciato come un Wyandotte, in un punto dove la crosta di ghiaccio era più sottile, guardava attraverso quella gelida lente verso il profondo e vicino al mare azzurro, vide la Principessa Aurora. Vide i suoi lunghi capelli biondi liberi nel vento. Lei era la fata dei colori, dei suoni e dei profumi. Era lei che gli suggeriva, ogni tanto, di fermare la sua corsa, di togliersi il cappuccio dalla testa lasciando che il freddo gli entrasse tra i capelli, nelle orecchie, nel naso e dentro gli occhi. Era la Principessa Aurora che sapeva lasciarsi travolgere dalla libertà restando ferma ai bordi del mare, anche quando diventava tempestoso. Era in quei momenti che lei guardava in alto e vedeva il ghiaccio invisibile ai più e finalmente più oltre, il vero cielo. Aurora sapeva che con un dito poteva bucare il ghiaccio. Il Cavaliere attese, si rimise in piedi, allungò la sua mano e tese il dito indice verso la lastra trasparente e improvvisamente un morbido polpastrello sottile e lucente lo toccò. Ora il Cavaliere sapeva che direzione prendere, il dito della Principessa Aurora si ritirò lentamente, Angelo guardò il Cavaliere e capì che il viaggio sarebbe stato ancora lungo e pieno di avventure. Il vento diventò improvvisamente caldo era il saluto di Aurora, era il vento che solo il suo mare sapeva dare. Niniane guardò la Principessa e poi si voltò a guardare la slitta guidata da Angelo che spariva seguita da miriadi di pensieri travolgenti.

When the Wyandotte ceded all land in Ohio on March 17, 1842 a long fight ended. A fight not with guns or bows and arrows but lawyers. We had been lobbying Congress and fighting within the court system for many years.
Our land had been invaded, cattle and horses stolen leaders that opposed removal were mysteriously being killed. There simply was no other option but to depend upon "the system" for protection of our tribal rights and treaties.
To fight this battle with a gun meant destruction.
By 1842 we were civilized. Assimilated no! There were many who still remembered and practiced the old way of life. The only way to insure that everything would not be completely lost meant moving west. Again.
All of our friends and allies had already made the trip. The Shawnee, Ottawa, Miami, Delaware and Seneca were across the Mississippi River ‘‘living life to it’s fullest’’. The Wyandotte, the last nation east of the Mississippi to be removed, must now join them.
Starting over would be difficult, but a Nation that was born out of the ashes of destruction would survive.
The following pages (http://www.wyandotte-nation.org/) are an account of how the Wyandotte became Wyandotte. We are one of the few Nations that can specifically place a year on our birth.
In 1650 the remnants of the Tionontati Nation (Petun or Tobacco Nation) and Attignawantan Nation (the founding member of the Wendat Confederacy) fled west seeking protection from the murderous onslaught of the Iroquois Confederacy.
These people are calledWyandotte

mercoledì 6 maggio 2009

Il profeta muratore

Quanti libri ho sulla mia scrivania, alcuni li ho letti, altri li devo leggere, altri ancora li devo studiare. Un muratore sul mio balcone sta rompendo un muro, lo rompe con sapienza. Il suo scalpello è alla ricerca del problema da risolvere. Mi sono alzato e sono andato da lui e gli ho chiesto quale fosse la causa della perdita d’acqua. Mi ha spiegato che il tubo dello scarico dell’acqua ha un buco e che sarà difficile ripararlo. Si è alzato e si è appoggiato alla balaustra del balcone a guardare i tetti della città. Con la polvere bianca tra i suoi capelli mi è sembrato un vecchio profeta. Le macerie ai suoi piedi sono il risultato della sua conoscenza, l’immagine della sua ricerca, delle sue osservazioni intorno alla verità. La materialità del suo lavoro distrae dalla realtà. Ogni cosa che facciamo ha una prospettiva parallela ed è quella la vera essenza della nostra vita. Ciò che vediamo, quello che facciamo e le parole che usiamo hanno un senso diverso da quello che percepiamo. Noi vediamo sempre il lato più banale e quando giudichiamo non ci accorgiamo delle macerie dell’altro e non riusciamo ad apprezzare la grandezza del suo spirito.
La Verità non si trova tre le righe dei libri ma dietro. Ogni lettera ha un senso, ogni parola un significato, ma sono macerie, la Verità è nel pensiero del muratore che vola sopra i tetti di Parigi.

lunedì 4 maggio 2009

La Dama della Fontana

La slitta correva veloce. Il Cavaliere voleva trovare il cespuglio di biancospino (Crataegus monogyna), la “prigione” del Mago Merlino. I pattini della slitta non trovavano resistenza, la volgarità del mondo rendeva liscio e spesso il ghiaccio. Nel silenzio il Cavaliere percepiva ancora il dolore dei punti dove l’elmo si era appoggiato e pensava alla Fata del Lago, ricordava la sua slitta simile a un cigno e il bianco dei suoi sei aski che si confondeva col ghiaccio e brillava nell’oscurità. La Fata del Lago, lei avrebbe potuto dirgli dove si trovava il cespuglio di biancospino, ma non aveva avuto tempo di parlarle. Eppure qualche cosa sentiva, la sua voce, un suono «Salve guerriero, non trascurare le esigenze del mondo della normalità, ricordati di Sir Ivano. Non dimenticare i racconti della vita sociale dei cavalieri della Tavola Rotonda. Ricordati che Ivano quando penetrò la sorgente e fonte ultima, rinunciò alla lunghezza e all’ampiezza del fiume della vita, volgendo completamente le spalle alla sfera dei suoi rapporti personali e alle occupazioni di quella che era la cavalleria del suo tempo. Ricordati di non perdere i misteri dell’interiorità assoluta. Evita la Dama della Fontana, lei conosce il luogo del Biancospino ma può trasformarti nel Cavaliere Nero colui che perde la memoria e s’illude di essere il cavaliere eletto. Sotto la crosta di ghiaccio ci sono molti che pensano di essere i cavalieri eletti e sono tutti prigionieri della follia». Niniane volava in alto, sopra il cielo azzurro, sopra le stelle e ascoltava la voce della Fata del Lago nella mente del Cavaliere, intanto stringeva tra le sue mani affusolate l’elmo del Cavaliere e sorrideva a Merlino che dal cespuglio, nascosto in un fiore, toccava con un dito i raggi del Sole.