giovedì 16 aprile 2009

Verso la città irraggiungibile

Il Cavaliere si sedette sulla slitta, Angelo si acquattò al suo fianco. Il vento soffiava gelido, ma il Cavaliere era insensibile, tolse il cappuccio dalla testa e i suoi capelli spruzzati di neve volarono nel vento. Lentamente liberò le mani dai pesanti guanti ed estrasse dalla tasca interna della sua giubba un foglio sgualcito. Pensò «ognuno è quello che è ed è difficile cambiare, ma può riflettere e cercare la verità in se stesso, questo senza mai negare la libertà di pensiero al suo prossimo» e lesse per l’ennesima volta lo scritto del suo Amico Alessandro.
Il gelo era intenso, il futuro incerto, ma il cuore del Cavaliere si scaldò dopo la lettura e riprese coraggio. Si alzò, tolse i calzini dalle zampe dei suoi amici e li legò ai finimenti. Angelo corse al suo posto, in testa e abilmente, senza aiuto, si sistemò.
Il Cavaliere pensò «La vita è magica e solo nel dolore e nel timore di perderla è possibile scoprirla». La slitta fece un sobbalzo liberando i pattini dal ghiaccio e volò dritta verso Nord. Verso la magia della Verità, verso il Sacro Graal, verso la Libertà. Niniane lo guardò sparire all’orizzonte, verso la città irraggiungibile di Gerusalemme, verso la città di tutti.

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