giovedì 16 aprile 2009

Perché i morti non siano morti inutilmente

Probabilmente, in un paese soggetto a terremoti: le case, le scuole, i municipi, le palestre, le università, le chiese i teatri, i cinema e gli stadi sono stati costruiti con fondamenta troppo fragili. Si ha quasi l’impressione che le costruzioni medievali siano più resistenti. Forse c’è chi doveva e oggi deve impegnarsi a controllare e sanare la situazione. Ci vorrà del tempo, certo, l’importante è iniziare seriamente. Noi abbiamo due soluzioni o chiedere aiuto agli Angeli o aumentare la nostra soglia d'attenzione. Cercare i peccati e i peccatori non serve, è tempo perso. Ogni mattina dovremmo svegliarci con una nuova ipotesi d’azione pacifica e non violenta per non dimenticare e soprattutto per non far dimenticare. Facciamo qualche cosa perché i morti non siano morti invano. Come credente propongo a tutti i credenti, di qualsiasiu religione, che nelle funzioni settimanali venga dedicata sempre una preghiera che ricordi a tutti che abbiamo un problema da risolvere. Oggi sappiamo e quindi saremo tutti responsabili, non sarà più possibile prendersela con i governanti!

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ciao "magister", mi piace a tal proposito raccontarti questo anedotto:
a mia sorella Franca quando era alle media fu rivolto da parte dell'insegnante di matematica/scienze questa domanda "tra il mattone ed il cemento armato cos'è più più resistente?" Lei rispose "il mattone" e il prof. di rimando "mi meraviglio di te, figlia di un geometra!" Franca rispose "sarà, ma a distanza di duemila anni le costruzioni in mattoni degli antichi romani sono ancora in piedi, mentre la nostra scuola che ha si e no 10 anni ed è in cemento armato è già piena di crepe ed è malridotta !!!"
Io non aggiungo altro se non mi stringo nel dolore di quanti sono stati colpiti. Stamani ho parlato per telefono con una mia collega "aquilana" che per sua fortuna abita a Rieti e non ha avuto problemi diretti cosa che non può dire per i suoi genitori e sopra tutto per suo nonno di 96 anni cieco, costretto ad abbandonare la casa con tutte le conseguenze che puoi imaginare. Mi ha anche raccontato dei figli dell'altro nostro collega morto sotto le macerie, dell'altra che ha perso tutto, proprio tutto tranne la vita...
Cosa dovrebbero fare a quei scellerati costruttori ? Basterà loro il tormento della coscenza (ammesso che l'abbiano) ?
Lino' 58 dal Monte