mercoledì 15 aprile 2009

Niniane rincorre Lino

Niniane si mise a rincorrere Lino. Il fotografo si voltò e lasciò cadere la macchina che rimase sospesa al suo collo, dondolando. Fu in quell’attimo che pensò «L’India è un’illusione mutevole e inafferrabile. Surreale come la fata Morgana e ora lei, Niniane, mi sta rincorrendo, proprio lei che come l’India è lo specchio delle fantasie, delle contraddizioni, dei sogni, dei desideri, delle cupidigie degli occidentali. L’India è un sogno senza fine e i suoi echi si moltiplicano senza fine, così ci si perde come nella profondità degli occhi di Niniane». La Fata delle fate si fermò e lo guardò negli occhi, poi lo abbracciò e gli disse «Ti porto i saluti del Cavaliere della Slitta». Lino sentì il vento del nord e ritornò nel suo viaggio, tra la gente che amava. Guardò camminare quegli uomini e quelle donne nella polvere e nel profumo di quei luoghi, che non avrebbe mai più dimenticati. Ogni viaggio è indimenticabile, ogni uomo è un fratello. Aprì l’armadio, prese la sua macchina fotografica e iniziò a pulirla come fosse la lampada di Aladino. Niniane lo accarezzò sui capelli e si allontanò in silenzio.

Testo di Lino e Lodovico

1 commento:

Anonimo ha detto...

Grazie per avermi fatto accompagnare da Ninine.
Grazie per le belle parole che affiancano immeirtatamente la mia fotografia scattata dal pulmino mentre percorrevo le strade sconnesse del sud dell'India. Strade dove uomini, donne ebanmbini di ogni età "transumano" avanti indietro in un perenne movimento, in un perenne peregrinare quasi senza meta (o così appare agli occhi di noi invasori).
Lino' 58 dal Monte