lunedì 27 aprile 2009

La battaglia del raggio azzurro


«La vita è una favola meravigliosa, purtroppo ci dimentichiamo di saperlo, per questo il Mondo è ricoperto da una crosta di ghiaccio», questo pensava il Cavaliere mentre la sua slitta correva verso la porta luminosa del regno del raggio Gamma. La slitta del cavaliere passò in un soffio la porta misteriosa. Niniane vide il suo mantello svolazzante e lo scudo d’argento alzato in alto illuminato dalla luna e dalle stelle. Oltre la porta si aprì un ampio spazio, e il Cavaliere vide venti guerrieri con mantelli verdi che gli sorrisero e subito si coprirono il volto con maschere dello stesso colore. Fu un attimo e i loro occhi lanciarono lame di luce azzurra in tutte le direzioni. Erano gli Elfi del Lago, a loro spettava il compito di circoscrivere l’azione del male entro i quattro punti cardinali. Angelo era quasi invisibile, così come gli altri undici cani. Si sentiva un sottile suono, un sibilo. Si vedeva solo un’immensa ala bianca e dodici vele candide gonfiate dal vento. Il raggio azzurro invisibile penetrò dolcemente nell’elmo trasparente e una forza sconosciuta rese invisibile il Cavaliere, lo scudo roteava solitario nell’aria cupa e oscura e allontanava con forza e con fendenti laterali il male oscuro. L’Ombra intanto, distratta dalla Fata del Lago, la inseguiva. I sei aski bianchi tiravano leggeri la slitta della Fata, a un tratto, improvvisamente, si sollevarono da terra, la slitta fece il “giro della morte”. La Fata del Lago era di fronte all’Ombra, il suo scudo d’argento divenne d’oro e un suono acuto colpì l’essere immortale che fu risucchiato dal ghiaccio eterno. L’Ombra sarebbe tornata, ma per quella volta, sarebbe stato troppo tardi per attaccare il Cavaliere. La battaglia era finita. Niniane sollevò la slitta del Cavaliere con i sui veli e prese con la sua mano destra, delicatamente, la slitta della Fata del Lago, che spossata dal combattimento si era lasciata scivolare sul dorso dei suoi cani che correndo la stavano cullando dolcemente. Niniane tolse l’elmo al Cavaliere che provò un dolore intenso e si addormentò tra le sue braccia. «Ciao guerriero» disse la Fata del Lago, che era tornata in sé, togliendosi l’elmo e lasciando brillare la sua bellissima testa rasata alla luce della luna. A lei Niniane disse «Vai!» e la slitta della Fata del Lago sparì veloce all’orizzonte.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

CIAO CARO. TI CHIEDO TROPPO SE TI CHIEDO DI INVIARMI "IL CAVALIERE DELLA SLITTA" INTEGRALMENTE ED IN ORDINE CRONOLOGICO VIA MAIL (lino.rossi@bancadelvecchio.it) IN MODO CHE LO POSSO STAMPARE PER POTERLO LEGGEE "GUSTANDOLO" TRANQUILLAMENTE ?
GRAZIE
LINO' 58 DAL MONTE

Lodovico Valentini Perugia ha detto...

Lo farò, abbi solo un po di pazienza! Sono felice che ti sia piaciuto. Ciao