sabato 25 aprile 2009

Gamma

La luna illuminava la distesa di ghiaccio e metteva in risalto i profili delle montagne, i ghiacciai eterni brillavano di una luce fredda e metallica. Il Cavaliere fermò la slitta con una leggera pressione dei pollici sulle redini, tolse lo scudo d’argento e lo appoggiò delicatamente a terra. La fata arrivò leggera, invisibile, nelle sue mani stringeva l’elmo. Un elmo trasparente sostenuto da una struttura di metallo sconosciuto. Delicatamente l’elmo si posò sul Capo del Cavaliere adattandosi perfettamente e integrandosi con la sua testa. Il Cavaliere percepì un leggero dolore e si sentì mancare, Niniane lo toccò con le sue mani luminose e tutto passò. Ora l’armatura del Cavaliere era perfetta e pronta a ricevere il raggio azzurro e respingere il male che sarebbe ruotato intorno a lui con la malefica intenzione di interrompere per sempre la ricerca del Sacro Graal. Angelo corse dal Cavaliere e gli leccò le mani, la sua amicizia era immensa e gli scaldò il cuore. Ora era pronto, riprese lo scudo e si avvolse nel suo mantello. Vide arrivare una ragazza armata come lui, era molto giovane ma con uno sguardo maturo e determinato, guidava una slitta trainata da sei splendidi aski bianchi, anche lei indossava il casco che lasciava vedere il taglio rasato dei suoi capelli neri. Era la Fata del Lago, lei era la guida, colei che conosceva la strada da seguire e che avrebbe distratto lo sguardo dell’Ombra. «Salve guerriero» le disse il Cavaliere e lei sorridendo gli rispose «salve» e lanciò la sua slitta verso la gola, verso il passaggio a nord-ovest, verso il regno del raggio gamma - 60Co, sintetico, 5,2714 anni, β-, 2,824, 60Ni -, verso l’ignoto della porta luminosa che si aprì al suo arrivo, mentre in alto brillavano nel blu, le stelle. Niniane diede una spinta poderosa alla slitta del Cavaliere che seguì con un lampo accecante la Fata del Lago.

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