lunedì 2 marzo 2009

Niniane

Il Cavaliere riprese la sua corsa. Angelo guidava la slitta che scivolava silenziosa sul mare ghiacciato. Intorno non si vedeva più nulla, il ghiaccio era liscio e morbido, non si sentiva nemmeno il rumore dei pattini. Silenzio. Il Cavaliere era alla ricerca di un cespuglio di biancospino che fioriva in eterno. Proprio dentro quel cespuglio dimorava imprigionato colui che tutto conosce, Merlino il mago dell’atemporalità. Galvano fu l’ultimo dei Cavalieri della Tavola Rotonda che udì la sua voce e poi di lui non si seppe più nulla. Merlino si era perso nella sua stessa sapienza. Il suo grande amore Niniane lo aveva imprigionato tra i rami di un biancospino e lui, conscio di ciò che stava avvenendo, si era lasciato andare passivamente a lei. Così il mago aveva ceduto la sua bacchetta magica in cambio di una delizia infinita, infatti, Niniane entrava ed usciva a suo piacimento dal cespuglio, ma tornava sempre da lui perché un amore indissolubile li legava per l’eternità. La conoscenza e l’esperienza si erano unite indissolubilmente con la coscienza. Ma perché Niniane entrava ed usciva continuamente dal biancospino e dove andava? Questo voleva capire il Cavaliere.

Nessun commento: