lunedì 9 marzo 2009

Joe Zawinul's keyboards


Dall’altra parte della piazza stava arrivando Joe, Joe Zawinul. Jaco smise di suonare, mi guardò negli occhi e disse «ciao, ho lasciato nella sala di registrazione un basso fretless, è tuo, suonalo, vedrai riuscirai a fare tutto quello che faccio io» «Questo è il più bel regalo che potevi farmi» risposi stringendogli la mano, lui sorrise prese il suo basso, lo appoggiò dal lato della “paletta” sul palmo della mano e lo tenne così in equilibrio, poi lo lanciò in aria e lo riprese, prima che toccasse terre e rincominciò a suonare. Una melodia infinita si diffuse nell’aria, era quasi palpabile, visibile e, in effetti, Zawinul la prese con le sue mani e la strinse al petto, poi mosse le sue dita nel vento e a tutti sembrò di sentire le acque del Danubio scivolare vicino a noi e poi perdersi via. Su quelle acque azzurre ci parve di vedere un sambuco con un sultano riccamente vestito a prua. Il sambuco si allontanò e sparì all’orizzonte. Avevamo ascoltato la voce del Danubio che Joe Zawinul aveva imprigionato nelle sue note e che ora, libera, si perdeva per tornare alla Terra.


Joe Zawinul, diminutivo di Josef Erich Zawinul, fondatore e tastierista dei Weather Report. Tra le altre composizioni di Zawinul è da ricordare la bellissima sinfonia intitolata “Stories Of The Danube”.

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