mercoledì 4 marzo 2009

Gli occhi d'oro di Niniane


I capelli neri di Niniane coprirono le spalle del Cavaliere e i suoi lucenti occhi d’oro girarono intorno alla sua testa per poi fermarsi nello sguardo di lui. Lo spirito della fata entrò nel profondo del suo cuore. Tutta la creatività del mondo esplose gioiosa nella sua anima e nella sua mente e il Cavaliere si innamorò di Niniane. Angelo era sveglio, di guardia come sempre, e guardava i quattro lati del mondo e ascoltava le sinfonie infinite trasportate dai venti.
Gli altri cani dormivano, un vento leggero sollevava ritmicamente il loro pelo e le loro orecchie si muovevano tutte insieme, in guardia, nel sonno.
Allora il Cavaliere ebbe la risposta alle sue domande. La fata Niniane era l’anima universale e quando tornava da Merlino gli uomini si perdevano e il loro egoismo prendeva il sopravvento. Il male trionfava libero e la storia era percorsa da un filo continuo di orrore e di sangue. La fata non poteva non tornare dal suo amato perché gli uomini non la sapevano amare, non la conoscevano. Il Cavaliere amò intensamente Niniane, senza tradimento, senza paura, senza interessi. Quando capì, la fata lo abbandonò per tornare da Merlino, il solo che poteva condividere la sua sapienza, il mago che gli aveva donato l’esperienza e la conoscenza.
Il Cavaliere conobbe se stesso e seppe di essere l’ultimo della Tavola Rotonda, guardò negli occhi Angelo che guaì vedendolo piangere di commozione. Il suo cuore si addolcì, si alzò, legò i suoi cani ai finimenti, per ultimo Angelo e scivolò via nella silenziosa aurora.
L'illustrazione è tratta da un'opera di De Francesco

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