giovedì 5 febbraio 2009

Jim Douval Blues

«Il futuro non ha fine, baby. Il futuro è a Memphis Tennessee, ma il mio spirito non si fermerà lì, andrò avanti fin dove mi porterà la fortuna, neanche la più bella donna che un uomo può incontrare, la Vita, mi fermerà baby». Così cantava Jim Douval mentre suonava la sua chitarra, era come se non l’avesse in mano, spariva ogni volta che toccava una nota. «La strada è lunga e non posso perdermi con te» e ancora una nota spezzava l’aria in due e il vento la cancellava, poi ricompariva la chitarra fremente nelle sue mani, ma non lo sapeva.
Un salto in alto a prendere il vento, un “LA” distorto piegato, ritorto, consunto e esultante. Così suonava il mio amico Jim Douval al Memphis Slim Modern Club nel Tennessee.
Oggi io suono in giro per il mondo, ma vorrei tanto tornare lì, a Memphis nel Tennessee per ascoltare la chitarra invisibile di Jim Douval. Dai baby vieni con me, il mio amico mi sta aspettando, andiamo giriamo l’angolo, nessuno ci vedrà e in un attimo saremo al Memphis Slim Modern Club.
Tanti musicisti suonano bene ma nesuno si dimentica il suo strumento, Jim Douval sì. Magicamente sentivi il suono che saliva, scendeva e entrava nelle tue orecchie. Jim Douval, lui sì, suona.
Se non ci credete andate a Memphis Tennessee, Jim Douval è allo Slim Modern Club.
Andate amici miei e tu baby vieni con me fuggiamo in Tennessee.

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