domenica 15 febbraio 2009

Con un grande balzo

Il cavaliere si muoveva lentamente lungo il pendio «La mela d’oro è il pegno della virtù che si trova nel reame fatato della vita immortale» pensava «la perfetta rotondità del frutto, la superficie che riflette e lancia lontano qualsiasi male e dolore, il colore che accoglie i raggi del sole e li imprigiona, l’energia perfetta, eterna e immortale. Il Sogno dell’uomo. I nostri progenitori mangiarono del frutto del bene e del male, ma trascurarono il frutto più importante. In quel momento Dio li vide e li cacciò prima che si accorgessero dell’albero della Vita eterna. Ora il male è protetto dalla morte e il bene è sottile, quasi impercettibile. Il bene si muove per rendere fragile la consistenza della morte e debellare il male, ma è così difficile cogliere gli strumenti del bene e il male sporca il colore delle nostre anime. Perché Dio hai impedito che nostri progenitori mangiassero dell’albero della vita eterna? Sei tu un Dio buono se ci hai lasciato in un mondo fatto di ghiaccio?». Immerso in questi pensieri il Cavaliere giunse alla base della montagna, vide i suoi amici e la slitta.
Angelo era ritto di fronte all’ombra, che seduta sulla slitta guardava la scacchiera.
Il Cavaliere si avvicinò, il cane gli corse incontro, i suoi occhi brillavano, gli saltò in braccio e gli leccò tutto il volto, poi all’improvviso si lasciò cadere e con un balzo raggiunse la slitta e con un altro ricadde sulla scacchiera mandando tutti i pezzi in aria. L’ombra scomparve.
Il Cavaliere si sedette, Angelo gli si infilò tra le gambe e appoggiò il muso sopra la sua coscia sinistra, l’uomo accarrezzò la testa del suo amico recitando la prima poesia che gli venne in mente. Una poesia d’amore.

Praise be to God alone. There is no strenght or might
Expept in God the exalted and almighty.

I wrote this letter of love and is to you
And sang in the verses a predestined matter;
For there was fire inside me which I did not show.

O apple of my eye, how difficult it is to leave you
But in the core of my heart you are always present;

When the darkness of night decrescends, it brings upon me
Your absence.
And when the morning comes, I awaken to sorrow.

Greetings to you and to whomever is with you.


Poesia di Abdallah bin Aisha

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