mercoledì 31 dicembre 2008

BUON 2009!

L’anno che verrà sarà un Buon Anno, siatene certi. Vi auguriamo un Felice Anno Nuovo.

Aqiva e Lodovico

lunedì 29 dicembre 2008

The SDBB "Hideaway"

The Swimming Dragon Blues Band in Concert 2

Che fate fratelli!

La vita che conosciamo è qui sulla terra, del dopo non sappiamo nulla. Chi racconta e descrive il dopo vi inganna. Bisogna lottare e vivere questa vita alla ricerca della giustizia e della libertà per tutti, da qui ha inizio la fede.
Dio ci ha creati e ci ha allontanati da Lui regalandoci la libertà ed è per questo che dobbiamo vivere rispettando la vita di tutti più della nostra stessa vita.
Mentre cadono missili e bombe e a uomini liberi di vivere viene tolta questa possibilità, il mio cuore urla di dolore e non è il solo. Che fate fratelli! State, forse, disprezzando il Regno di Dio.
Il Paradiso ha il suo inizio qui sulla terra e spetta a noi realizzarlo, amando il nostro prossimo. Non esiste nessuna ragione per togliere la vita ad un uomo fosse anche il mostro più terribile, amare significa rispettare la libertà del nostro fratello a rischio di perdere la nostra.

Il regalo dimenticato

Rilassatevi!

martedì 23 dicembre 2008

Gli occhiali storti

Ho chiesto al mio amico se potevo utilizzare un nome diverso rispetto allo pseudonimo “Il Chioccia” per firmare la foto qui a fianco. Lino58 Dal Monte mi piace di più.
Penso che in un prossimo futuro Lino58 aprirà un blog per poter pubblicare e commentare le sue foto. Vi assicuro che sarà un blog molto interessante. Lino58 è particolarmente abile a catturare le emozioni di un viaggio negli occhi e nei volti dei personaggi che incontra. Questa foto è un esempio.
Lino58 mi ha mandato anche dei commenti, ma la foto è tutto, ognuno può raccontarsi quello che prova.

lunedì 22 dicembre 2008

Il germano dormiente, il drago e un uomo di passaggio

- Cosa ne pensi? -
- Potrebbe essere qualche cosa ai margini -
- Del cervello vuoi dire?-
- Si -
- Ma si espande -
- Si come l’Universo -
- Ma l’Universo si espande verso l’esterno -
- Già, il pericolo è uguale, se il Paradiso è oltre i margini potrebbe essere schiacciato -
- Ma questo a noi interessa veramente? -
- Direi per niente perché non sappiamo se esiste e soprattutto se è lì -
- E del cervello sappiamo tutto? -
- Improvvisiamo -
- E allora che possiamo fare? -
- Aspettare. Cosa ti succede? -
- Ho male alla testa, qui in mezzo, sopra, a sinistra - L’uomo si allontana calcandosi il berretto sulla testa. Il germano continua, apparentemente, a dormire. Time, time, time, time is on my side, yes it is!

giovedì 18 dicembre 2008

Siamo forse tutti ammalati nell'anima

Siamo forse tutti ammalati nell’anima e pensiamo che le cose cattive siano buone e che le cose buone siano cattive. Maimonide dice che l’empio aspira sempre a raggiungere una meta fatta di cose cattive perché la sua anima è ammalata e non riconosce più le cose buone come buone, ma al contrario le cose cattive come buone.
I messaggi cui siamo sottoposti costantemente meriterebbero tutti una risposta. Quelli più oscuri e malevoli, una risposta più equilibrata, precisa e netta. Invece c’è molto silenzio ed è tutto lasciato alla negatività dei messaggi che veicolano i microbi della malattia dell’anima. Incapaci, limitati e spaventati siamo soli e non sappiamo parlare tra noi.
Come in una chiesa, o in una sinangoga, o in una moschea scoltiamo passivamente e subiamo riti che hanno perso il valore originario, nessuno parla. Così pieghiamo la testa e sprofondiamo nel sopore di fronte alla massa d'informazioni e senza accorgerci cadiamo nel gioco di chi vuole trasformarci. Soprattutto perdiamo la vera sostanza della vita, la libertà, che è il primo dono di Dio. Le nostre parole, le lettere dei nostri alfabeti sono suoni divini e meritano un profondo rispetto, ma devono essere utilizzate per creare l’armonia e non i presupposti per i conflitti. Tutti dovremmo essere impegnati in quest’orchestrazione. L’armonia si trova tra le lettere e nella capacità di parlare tra noi. Ascoltare, apprezzare, condividere, riflettere ed esporre. Internet è un buon mezzo per esercitarsi, ogni volta che uno si ferma per paura e timidezza è un’occasione persa da tutti e lasciata alle solite caste sacerdotali, che sanno molto bene cosa fare. Scrivere, rispondere senza cercare "l’attrito del non condiviso", è un buon allenamento per riscattarci. Non è necessario scrivere a lungo, bastano piccole frasi, anche una sola parola. Le buone parole curano l’anima e la proteggono.

The Hard Work Of The Man

Pubblico molto volentieri questa foto, che mi ha inviato il mio amico "Il Chioccia", il quale scrive:

CIAO LODOVICO,
TI INVIERO' , SE VUOI, DELLE FOTO CHE HO SCATTATO IN GIRO PER IL MONDO, SUL DURO LAVORO DELL'UOMO.
COMINCIO CON LA PRIMA, SE TI FA PIACERE RICEVERNE ALTRE FAMMI SAPERE.
IL CHIOCCIA

"LAVORATORI NELLE SALINE DEL TAMIL NADU, INDIA 2007"

Caro Amico mi farà piacere ricevere altre foto, il tema che proponi mi sembra molto interessante, in futuro mi permetterò di aggiungere qualche commento, le aspetto. A presto! Ciao.

martedì 16 dicembre 2008

Lambdadudada

Il mio amico non ha tempo, non vuole parlare e vedere nessuno, dopo una giornata di lavoro. Lo capisco, tutto il giorno con la gente! Parla e ascolta o almeno pare, passa da una riunione ad un’altra, da una telefonata ad una conversazione telefonica. Guarda un foglio bianco, lo deve riempire di parole, accende il computer, poi lo spegne, una valanga di mail. Trecento mail al giorno, troppe. Poi esce di corsa c’è una riunione. Entra, si siede, c’è tanta gente intorno al tavolo, uno parla. Guarda il bicchiere di plastica e la bottiglietta d’acqua. E’ tutto di plastica, anche le parole. Si perde nelle bollicine che frizzano, acqua finta, chiusa, triste. Poi deve dire qualche cosa e dice “Concordo”. Tutti si alzano ed escono. Fuori piove, fa freddo, pensa “tutto sommato dentro fa caldo”. Sale veloce le scale, entra in un’altra sala, tutti si voltano a guardarlo aspettano una proposta. “Lambdadudada, lambdadudada, alla mia proposta esigo una risposta, lambdadudada, lambdadudada”. Fuori piove, fa freddo, oh my baby, oh my baby, my heart is telling you how much I wanted you. Non c’è tempo. Time is on my side. Entra in auto, avvia il motore. A long, long road, again. Ogni giorno è così. Every day, again and again, and again. How long, so long, so long blues.

giovedì 11 dicembre 2008

Qualche cosa si arrotola su se stessa

Il filo continuo della storia mi perseguita, è una storia che cresce su se stessa. La forza della continuità rende il presente antico e il futuro già passato.
Oggi è di moda scrivere libri sull’uomo Gesù. Giornalisti-scrittori si tuffano in questo argomento, mi domando se cercano di comprendere quel poco di storia che c’è, per poterla rileggere nel presente, per il bene futuro, oppure più semplicemente cavalcano il presente per accumulare successo e denaro. Credo che la storia debba essere lasciata agli storici, ma anche questo fa parte della storia ed è già passato. Speriamo non resti nel futuro.

mercoledì 10 dicembre 2008

Ore 13.00 in un bistro


C’è un certo numero di persone, troppe, che godono di molta visibilità e che hanno il diritto di pensare in pubblico e di sostenere gli interessi più vari. C’è poi un’altra elevata percentuale di individui che aspira allo stesso onore. Tutti gli altri si sentono giudici di costoro e ciascuno può dire le cose più incredibili. Come Voltaire, mi domando se questa è la libertà.

Green sea horse

Rilassatevi!

venerdì 5 dicembre 2008

WHY IS A SHIP CALLED SHE?

A ship is called a “she” because there is always a great deal of bustle around her; there is usually a gang of men about, she has a waist and stays; it takes a lot of paint to keep her good looking; it is not the initial expense that breaks you, it is the upkeep; she can be all decked out; it takes on experienced man to handle her correctly; and without a man at helm, she is absolutely uncontrollable. She shows her topsides, hides her bottom and, when coming into port, always heads for the buoys.
(versi ballata tradizionale irlandese)

giovedì 4 dicembre 2008

Germana


C’era una volta una nobile anatra di nome Germana seduta ad un tavolo di un caffè, che stava bevendo e leggendo il giornale insieme al suo amico Rana de’Ranis. L’anatra disse al suo compagno «questo Natale mi piacerebbe andare a trovare il nostro amico il coniglietto Tortino di Carota, che ne dici?», «Bella idea» rispose de’Ranis piegando annoiato il giornale, appoggiandolo poi delicatamente sul tavolino. Quel giorno a Stoccolma, l’aria era piacevole e c’era anche un raro sole.
James il cane si affacciò alla porta del caffè e guardò negli occhi Lodovico, che restò leggermente imbarazzato e si allontanò. Rana de’Ranis e Germana si infilarono i loro caldi cappotti e uscirono. Camminarono silenziosamente per un po’ di tempo, ma ad un certo punto si sentirono osservati, si girarono e incontrarono gli sguardi dei due loro amici, le giraffe Luc e Matilde. «Olà, qual buon vento?» disse Germana, «appunto il vento» rispose Luc, «in che senso?» chiese Germana, «il vento del nord, non sentite soffia, è ora di partire», «Già» disse de’Ranis «andiamo» e si avviarono lasciando dietro di loro Natale con i suoi assistenti. Germana si voltò un’ultima volta a salutare Natale, voltò l’angolo della via e sparì insieme ai suoi amici nel vento.

Highlander

L’umanità è formata da miriadi di tribù. Intendo delle tribù mentali o culturali. Non è necessario che gli individui che compongono queste tribù vivano insieme, anzi spesso molti di loro sono sparsi per il mondo e probabilmente non si incontreranno mai, ma il loro punto di vista e i loro pensieri si incrociano nell’etere. Spesso alcuni di loro si trovano e si riuniscono. Questo può essere positivo, ma anche tremendamente negativo e spesso pericoloso, in particolare quando si riconoscono in riti ripetitivi. A me capita talvolta di incontrare un individuo che non riesco, non solo a capire, ma dal quale mi sento respinto o che respingo. Solitamente mi impegno perché ciò non avvenga, ma non sempre è possibile. Molte persone che stimo per esempio non appartengono alla mia tribù, in tal caso quando le frequento devo fare molta attenzione a non toccare alcuni argomenti che sono tabù. Per superare questi limiti è necessario fare un salto laterale, uscire dagli schemi. Si può fare, si deve fare.
Tutto è più semplice, invece, quando incontro qualcuno che appartiene alla mia tribù, lo percepisco a volte semplicemente guardandolo negli occhi. A volte lo posso sentire da lontano, a volte intuisco la sua presenza tra la folla.
Non bisogna illudersi però, infatti, in questi casi si abbassa la guardia e possono arrivare improvvise le delusioni. Le amarezze più brucianti e inaspettate arrivano spesso proprio dai componenti della nostra tribù.

lunedì 1 dicembre 2008

La Storia

Comprendere il passato è riflettere sul proprio avvenire, che è il presente proiettato in un successivo futuro. Qualcuno ha già scritto questo pensiero, ma non ricordo chi. L’importante è riproporre. In ogni caso il problema è un altro! Troppo spesso è tolto valore al presente aumentando il valore dei desideri, specie quelli più ottusi. Così il passato non ha più importanza e il futuro anche.