venerdì 31 ottobre 2008

Mark LeVine

Mark LeVine insegna Storia moderna del Medio Oriente all'University of California, Irvine.
Non nascondo che il libro, Perché non ci odiano. La vera storia dello scontro di civiltà, mi ha incuriosita proprio perché questo giovane professore - giovane per i nostri canoni - è stato chitarrista professionista e ha suonato con artisti famosi come: Mick Jagger, Chuck D, Michael Franti, Dr. John, Ozomatli, Hassan Hakmoun, Arab/Muslim heavy metal and hiphop artists The Kordz (Lebanon), MC Rai (Tunisia), Salman Ahmed (Junoon--Pakistan), Cafe Mira (Morocco, Algeria, France), Ghidian Qaymari (Palestine), Johnny Copeland e Albert Collins, Sara Alexander, e numerosi artisti del R&B e hiphop. Recentemente, LeVine ha suonato con i Tangier-Reading metal group Lazywall, il 21 giugno 2008.
Tornando al libro si può sostenere che, se esiste un altro lato, un'altra prospettiva per riflettere sulle problematiche Mediorientali, ebbene questa potrebbe essere quella suggerita da LeVine nella sua opera.

Mike Patton Yeeeeh!

Una versione recente del brano di Mal e i Primitives.

martedì 28 ottobre 2008

Imbarazzismo

Ho sentito utilizzare un termine nuovo da un giovane milanese nero Matteo Fraschini Koffi: “imbarazzismo”, per definire un comportamento che dovremmo aver ormai superato da tempo, ma che purtroppo persiste o forse rischia di peggiorare. L’imbarazzismo è quel comportamento che si assume quando si incontra una persona apparentemente diversa da noi. Un disagio mal celato, che aumenta quando la persona ha un colore diverso e parla un italiano perfetto, per giunta con l’accento milanese, allora l’imbarazzismo raggiunge il culmine.
Che dire, dovrebbe essere una gioia vedere il mondo aprirsi in tutti i suoi colori e invece……!
Vi invito a visitare il sito di Matteo di cui potete trovare il link qui a fianco.

lunedì 27 ottobre 2008

La fluidità del pensiero

E’ piacevole camminare lungo la Senna senza sapere esattamente dove andare. Oggi è molto nuvoloso, piove e così sono tornato in studio presto. E mi sono concentrato sulla lezione che devo preparare per domani. I miei studenti sono pochi ma molto attenti e presenti e questa è una gioia per un professore. Domani parlerò di un argomento che piace molto a Lodovico. Parlerò della fluidità del pensiero. Il pensiero diviene fluido, quando si aprono le barriere dell’esperienza e lo si lascia scivolare libero eliminando anche la coscienza del tempo e dello spazio. Allora è possibile percepire il fluire. Si vedrà il mondo materiale fondersi, trasformarsi in un unico flusso, una continuità di fluire, un divenire.

venerdì 24 ottobre 2008

La “campanella” di Lodovico

Ringrazio a nome di Lodovico, che è assente, Pipistro e Pantagru. Sono i primi che ci hanno inviato dei commenti e ci ha fatto molto piacere riceverli. Lodovico è partito alla ricerca di una “campanella”, è da quando lo conosco che ogni tanto parte con questa idea in testa. Adesso penso sia in Umbria, tornerà domani. Grazie amici di aver rotto il silenzio.

mercoledì 22 ottobre 2008

Girolamo Benzoni. Un milanese nel nuovo mondo. Racconto a puntate di Lodovico Valentini Perugia.

Girolamo a Milano

Girolamo nacque a Milano nel 1519, proprio nel mezzo della contesa tra Asburgo e Valois per la supremazia sull’Italia. La città di Milano e il suo Ducato furono i luoghi dove si svolse questo lungo conflitto, che ebbe inizio con l’occupazione del Ducato da parte di Luigi XII re dei francesi, avvenuta nel 1499. I conflitti si succedettero, in sostanza ininterrottamente, sino alla pace di Cambrai nel 1529 e tolsero grandi energie alla Città. I cittadini e gli abitanti del contado videro passare e sostare sulle loro terre non solo l’esercito spagnolo e l’esercito francese ma anche quelli di Venezia, del Papa e della Svizzera. I genitori di Girolamo Benzoni subirono, molto probabilmente, i vari bombardamenti e la prepotenza dell’occupazione. La loro casa, come racconta l’autore, andò, infatti, più volte in rovina.
La famiglia di Girolamo apparteneva ai cives popolari e quindi con qualche possibilità economica, infatti possedeva una casa vicino alle mura. Questa posizione non era certo la migliore e la casa fu più volte colpita da sinistri a causa delle continue guerre e i Benzoni dovettero tutte le volte ricostruirla o restaurarla.
Quattro anni prima della nascita di Girolamo, i francesi, dopo fasi alterne, avevano ripreso possesso del Ducato di Milano, sconfiggendo, nell’agosto del 1515 le truppe svizzere a Marignano (Melegnano). I Benzoni come tutti i milanesi passarono quattro anni di relativa tranquillità, ma qualche cosa di nuovo stava per accadere nella storia europea, che avrebbe fortemente inciso sulla storia della Città e dei suoi abitanti.
Proprio lo stesso anno in cui nacque Girolamo Benzoni, Carlo d’Asburgo fu nominato re dei Romani, assicurandosi così il titolo d’imperatore per il futuro.
Con la nomina ad imperatore di Carlo V, il regno di Francia era praticamente accerchiato. Infatti, la Francia, che già “dopo il 1516 si trovava circondata sia a sud (Aragona) sia a est (Fiandre, Hainaut, Lussemburgo e Franca Contea) dai possedimenti di un unico sovrano”, era ora minacciata anche sul rimanente confine orientale. La guerra era inevitabile. Il Ducato di Milano ritornava così nel centro del ciclone. Il 28 maggio 1521 l’imperatore Carlo V e papa Leone X conclusero un trattato segreto che prevedeva la cacciata dei francesi da Milano e la lotta contro i movimenti eretici. Gli eserciti del papa e quelli asburgici entrarono così nei territori del ducato ed assediarono Milano. I francesi si ritirarono a Cremona. I papalini e gli Asburgo entrarono in Città e ne affidarono il governo a Francesco II Sforza, figlio secondogenito di Ludovico il Moro. La definitiva disfatta delle truppe francesi avvenne alla Bicocca, sotto le mura della città, il 27 aprile 1522.
Una palla di cannone roteò in aria, rimase sospesa senza sapere che direzione prendere, il padre di Girolamo uscì proprio in quel momento dalla sua bottega, che si trovava proprio di fronte alla sua abitazione e vide la palla precipitare dal cielo sopra la sua abitazione. Per fortuna Girolamo, sua sorella e la moglie si erano rifugiati nella chiesa. La palla crollo sulla parete frontale della casa e la distrusse.

Il pover’uomo pensò: «E tre! Lo sapevo, ogni volta se la prendono con me, con la mia casa. Pazienza. Meglio lei che noi!»
Girolamo Benzoni visse dunque i primi anni della sua infanzia in questo clima: aveva solo tre anni, quando gli spagnoli entrarono in casa sua, invasero le strade sequestrando i beni dei cittadini e non se ne andarono più. Oltre alla guerra, Girolamo con i suoi genitori dovette superare la terribile epidemia di peste nel 1524 e le carestie devastatrici del 1526, 1528 e 1529 che lasciarono lo stato di Milano spopolato e stremato.
Girolamo vide suo padre disperarsi per gli affari, per le imposte da pagare o per la casa di nuovo in rovina e la madre affaticarsi per rimettere in ordine quel poco che era rimasto, dopo le requisizioni dei soldati. Gli occhi di Girolamo non avrebbero più dimenticato la sua «mirabil» città maltrattata dagli spagnoli. Il giovane Girolamo crescerà quindi con l’imprinting dell’oppressione. I genitori gli raccontarono i soprusi dei francesi e degli svizzeri e di quella volta che un francese prese a picconate la casa perché voleva tramutarla in una stalla per i cavalli e dell’altra quando una marmaglia di svizzeri, ubriachi fradici, l’avevano presa a spingardate. Egli visse direttamente la mancanza della libertà e l’oppressione degli spagnoli e dovette superare anni molto difficili.
I danni delle guerre subite dal Ducato erano ben visibili, tra Vercelli e Pavia tutto era deserto, era difficile imbattersi in persone e nelle strade delle città s’incontravano bambini stremati, alcuni chiedevano da mangiare e altri morivano di fame. La desolazione di Milano era terribile, così raccontava il nunzio pontificio in Spagna. Un ambasciatore veneto scriveva che lo stato lombardo era in totale miseria, la situazione di rovina e la mancanza di uomini facevano presagire che i danni non sarebbero stati facilmente superati. La città avrebbe invece dimostrato il contrario: conclusasi di fatto nel 1544 le guerre d’Italia, con la definitiva affermazione del predominio asburgico sulla penisola, lo stato di Milano conobbe un lungo periodo di pace e di tranquillità che permise ai suoi abitanti e al loro dinamismo di superare con una certa velocità la drammatica situazione. Ma questo miglioramento Girolamo non lo avrebbe visto ne vissuto, perché sarebbe stato ormai molto lontano.

domenica 19 ottobre 2008

Inchiesta sul cristianesimo

Remo Cacitti è uno di quei professori che danno qualche cosa in più agli studenti ed io ho avuto l’opportunità di essere stato suo allievo. Leggendo questo libro l’ho ritrovato. Questo è un libro che introduce e racconta una storia poco raccontata, anzi per nulla raccontata. Un libro non difficile, scritto a due mani e condotto da Corrado Augias. Il mio consiglio è di soffermarsi soprattutto sulle “risposte” di Remo Cacitti, che sono pillole di storia del cristianesimo antico raccontate da uno storico.

venerdì 17 ottobre 2008

Il nonno di Tara Gandhi.

«Mi insegnava cose piccole: non buttare oggetti sul pavimento, rispetta la natura, impara una parola in una lingua, che non conosci, ogni giorno. E non avere paura, perché è la paura che porta alla violenza».

lunedì 13 ottobre 2008

J.Bruce G.Baker G.Moore

Avventurosi incontri

Ci sono delle persone che non vedi spesso, ma che incontri spesso. Lele è una di queste. E’ una vita che ci conosciamo, ma non ci siamo mai veramente frequentati. Come altre volte questa mattina l’ho incontrato e come sempre è stato un piacevole incontro. Lele, dopo 40 anni alla scrivania, ha deciso di attraversare L’Oceano. Da solo con la sua barca. Ma che barca!
Vi suggerisco di guardare il suo blog, cliccate il link più sotto: "Impossible in nothing".

sabato 11 ottobre 2008

Hendrix

Magico Hendrix, come nelle magie è sparito nel nulla lasciandoci in regalo i suoi suoni. La sua voce inconfondibile, stanca e leggera. Il suono della sua chitarra che spezza il silenzio e frantuma le note gridando verso il cielo.

Maimonide

«Colui che aspira e anela alle trasgressioni è di gran lunga più eccellente e completo di colui che non aspira ad esse, né soffre per dovervisi astenere, al punto che tanto più grande e perfetto sarà l’uomo quanto più violenti saranno il suo desiderio verso le trasgressioni e la sua pena per dovervisi astenere». (M. Maimonide in G. Laras, Mosè Maimonide, il pensiero filosofico, Morcelliana, Brescia, 1998, p. 101).

venerdì 10 ottobre 2008

Particolari

A volte non ci accorgiamo di quello che ci circonda, poi ad un tratto girando la testa un paesaggio colpisce la nostra attenzione e in un angolo scorgiamo un piccolo albero. Oppure in alto vediamo una nuvola con una forma singolare. E’ facile in questi momenti sentirsi completamente liberi e entrare in quel particolare lasciandoci trasportare.
Un giorno seduto su una sedia di ferro di un ospedale, mentre aspettavo di essere operato, mi sono completamente rilassato disegnando un paese che avevo visitato pochi mesi prima. Non avevo mai disegnato in vita mia, ma in quella strana tranquillità, che solo l’inevitabile può dare, ho tracciato delle linee. La memoria scopriva cose che gli occhi avevano solo percepito.
La vita è fatta di particolari, ognuno di noi è un particolare. Ogni uomo è il centro dell’universo ed è irripetibile. Dovremmo pensarlo ogni mattina appena svegli, prima di affrontare la giornata.